Ambulatori servizio sanitario nazionale effetti avversi post vaccino Covid

Istituzione di ambulatori del servizio sanitario nazionale dedicati al censimento, diagnosi, verifica ed accompagnamento delle persone che lamentano effetti avversi post vaccinazione anti-covid-19

PREMESSO CHE:

  • la tutela della salute è un diritto fondamentale dell’individuo e un interesse della collettività, garantito dall’articolo 32 della Costituzione;
  • ogni atto sanitario promosso, raccomandato o sostenuto dalle istituzioni pubbliche genera, in capo alle stesse, una responsabilità di presa in carico delle eventuali conseguenze sanitarie che possano derivarne;
  • la Regione del Veneto esercita competenze primarie in materia di organizzazione e programmazione dei servizi sanitari, con il dovere di assicurare equità di accesso, appropriatezza delle cure e presa in carico delle fragilità emergenti;


CONSIDERATO CHE:

  • la campagna vaccinale anti-Covid-19 ha rappresentato un intervento sanitario straordinario, attuato su larga scala e sostenuto da un forte indirizzo pubblico;
  • nell’ambito della campagna vaccinale anti-Covid-19, che si ribadisce è stata promossa quale misura straordinaria di sanità pubblica, una parte di cittadini riferisce l’insorgenza di eventi avversi e condizioni patologiche persistenti temporalmente successive alla vaccinazione;
  • tali cittadini, pur rivolgendosi al Servizio sanitario nazionale, incontrano frequentemente ostacoli nell’ottenere un percorso strutturato di valutazione clinica, diagnosi, riconoscimento e assistenza continuativa;


RILEVATO CHE:

  • i cittadini segnalano, con crescente frequenza, l’assenza di percorsi pubblici strutturati di valutazione, diagnosi e assistenza, trovandosi spesso costretti a ricorrere a prestazioni private o a subire una sostanziale negazione del problema;
  • la letteratura scientifica e medica internazionale, in costante aggiornamento, ha riconosciuto e documentato l’esistenza di eventi avversi post vaccinazione anti-Covid-19, oggetto di studi osservazionali, revisioni sistematiche e attività di farmacovigilanza;
  • la mancata istituzione di percorsi pubblici dedicati determina disuguaglianze di trattamento, ritardi diagnostici, frammentazione assistenziale e un trasferimento improprio dei costi sanitari sulle famiglie;


EVIDENZIATO CHE:

  • una Regione che ha fatto dell’eccellenza sanitaria e della prossimità al cittadino un tratto distintivo non può ignorare una domanda crescente di tutela proveniente da persone che si dichiarano danneggiate a seguito di un atto sanitario promosso e raccomandato dalle istituzioni pubbliche; l’assenza di ambulatori pubblici dedicati costituisce una grave lacuna del sistema sanitario regionale, che genera disuguaglianze di accesso alle cure e compromette il principio di universalità del Servizio sanitario nazionale;
  • la presa in carico strutturata delle persone con sospetti eventi avversi rappresenta non solo un atto di giustizia sanitaria, ma anche uno strumento essenziale di coerenza, conoscenza scientifica e rafforzamento del rappo1to di fiducia tra cittadini e sistema sanitario;
  • negare o eludere la presa in carico di persone che dichiarano di essere state danneggiate a seguito di un atto sanitario promosso dallo Stato mina il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni e contrasta con i principi di trasparenza, responsabilità e umanità dell’azione pubblica;


RITENUTO CHE:

  • la Regione del Veneto non possa limitarsi a promuovere interventi sanitari senza farsi carico, con pari determinazione, delle eventuali conseguenze negative che colpiscono una parte dei cittadini;
  • la tutela delle minoranze colpite da eventi avversi non è in contraddizione con le politiche di sanità pubblica, ma ne rappresenta un presupposto etico e giuridico imprescindibile;
  • è indispensabile garantire un approccio clinico multidisciplinare, omogeneo sul territorio regionale e fondato sulle migliori evidenze scientifiche disponibili;
  • è necessario superare ogni atteggiamento di negazione, minimizzazione o rimozione del problema, ponendo al centro la persona e il suo diritto alla cura;


RIBADITO CHE:

  • nessun cittadino può essere lasciato solo, né costretto a dimostrare in solitudine la legittimità della propria sofferenza;
  • il diritto alla cura non può essere subordinato a valutazioni di opportunità politica o a narrazioni unilaterali del fenomeno sanitario;


impegna la Giunta regionale

  1. ad istituire con urgenza, nell’ambito del Servizio sanitario nazionale e a totale carico dello stesso, ambulatori specialistici regionali dedicati alla presa in carico delle persone che lamentano effetti avversi post vaccinazione anti-Covid-19;
  2. a garantire che tali ambulatori svolgano attività di:
    • censimento sistematico dei casi;
    • valutazione clinica e diagnostica multidisciplinare;
    • verifica della possibile correlazione tra vaccinazione ed eventi avversi;
    • accompagnamento terapeutico, riabilitativo e di follow-up;
  3. a integrare l’attività degli ambulatori con i sistemi di farmacovigilanza regionali e nazionali, assicurando completezza, accuratezza e tempestività delle segnalazioni;
  4. a definire protocolli clinici regionali uniformi, fondati sulla letteratura scientifica internazionale e soggetti a periodico aggiornamento;
  5. a informare in modo chiaro e trasparente la cittadinanza, i medici di medicina generale e i professionisti sanitari circa l’esistenza degli ambulatori e le modalità di accesso;
  6. a riferire periodicamente al Consiglio regionale sugli esiti dell’attività svolta, sull’andamento dei casi presi in carico e sulle eventuali criticità riscontrate.

Riccardo Szumski

Davide Lovat

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