No all’accordo UE–Mercosur: tutela di agricoltura e filiere agroalimentari italiane

Contrarietà all’adesione dell’italia all’accordo commerciale tra unione europea (ue) e mercosur e maggiore tutela dell’agricoltura, dell’allevamento e delle filiere agroalimentari venete ed italiane

PREMESSO CHE:

  • l’Unione europea ha concluso i negoziati per un accordo di libero scambio con i paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay), che prevede una forte liberalizzazione degli scambi, in particolare per prodotti agricoli e zootecnici;
  • tale accordo, una volta ratificato, diventerà vincolante per gli stati membri, limitando la possibilità di politiche nazionali di tutela delle produzioni agricole e alimentari;
  • il Governo italiano ha espresso sostegno politico all’intesa, concorrendo alla sua avanzata in sede europea;

CONSIDERATO CHE:

  • i paesi del Mercosur applicano standard significativamente inferiori a quelli europei in materia di tutela dei lavoratori, protezione ambientale, benessere animale, nonché nell’uso di pesticidi, fitofarmaci, antibiotici ed ormoni;
  • tali differenze producono costi di produzione molto più bassi, generando una concorrenza strutturalmente sleale nei confronti degli agricoltori e allevatori europei e italiani; l’agricoltura italiana, e in particolare quella veneta, è riconosciuta a livello internazionale perché basata su qualità, tracciabilità, sicurezza alimentare, tipicità, sostenibilità che sono valori incompatibili rispetto ad una competizione fondata esclusivamente sul prezzo; numerose organizzazioni agricole, associazioni ambientaliste e diversi stati membri dell’Unione europea hanno espresso forti perplessità o contrarietà all’accordo, ritenendolo squilibrato e insufficiente nelle guarentigie dichiarate;

RILEVATO CHE:

  • anche volumi limitati di importazioni agevolate di carne bovina, pollame, zucchero, soia e altri prodotti agricoli possono provocare forti squilibri di mercato, minandone la stabilità e facendo crollare i prezzi interni;
  • il calo dei prezzi agricoli si traduce direttamente in perdita di reddito per tutto il settore primario, chiusura di aziende, abbandono delle campagne e desertificazione economica e sociale dei territori rurali;
  • le cosiddette “quote” e “clausole di salvaguardia” previste negli accordi commerciali si sono già dimostrate in esperienze passate di mercato reale come inefficaci nel proteggere efficacemente i produttori locali;

EVIDENZIATO CHE:

  • i benefici dell’accordo Unione europea-Mercosur ricadrebbero principalmente sulla grande industria esportatrice europea e sulla grande distribuzione organizzata, che acquista a prezzi più bassi senza però trasferire tali vantaggi ai consumatori;
  • i cittadini rischiano concretamente invece un rapido e progressivo abbassamento degli standard qualitativi e sanitari degli alimenti, a fronte dell’ingresso nel mercato di prodotti ottenuti anche con pratiche che sarebbero vietate se messe in pratica all’interno dell’Unione europea;
  • la sovranità alimentare, intesa come capacità dei territori di un paese di garantire cibo sano, prodotto localmente e nel rispetto dell’ambiente e del lavoro, è un pilastro della sicurezza economica e sociale;

RITENUTO CHE:

  • l’accordo Unione europea-Mercosur rappresenti una scelta politica che sacrifica pesantemente le filiere agricole e zootecniche italiane di fronte agli interessi di grandi gruppi industriali e finanziari;
  • le Regioni, pur non avendo competenza diretta in materia di politica commerciale internazionale, hanno il dovere di tutelare i propri sistemi produttivi e di rappresentarne le istanze presso il Governo nazionale e le istituzioni europee;
  • la Regione del Veneto, prima regione agricola ed agroalimentare d’Italia per valore della produzione, ha il dovere di difendere il proprio tessuto produttivo, a partire dalle aziende familiari, i consorzi e le denominazioni di qualità;

IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

  1. ad esprimere formalmente al Governo della Repubblica la contrarietà della Regione del Veneto all’adesione dell’Italia all’accordo Unione europea-Mercosur, per gli effetti gravemente penalizzanti sull’agricoltura, sull’allevamento e sulle filiere agroalimentari nazionali;
  2. a richiedere al Governo ed al Parlamento di non procedere alla ratifica dell’accordo e di opporvisi in sede europea, in nome della tutela della sovranità alimentare, della sicurezza dei consumatori e del reddito agricolo;
  3. a chiedere all’Unione europea l’introduzione di garanzie vincolanti e verificabili in materia di:
    • tutela dei lavoratori;
    • tutela ambientale e climatica;
    • rispetto degli standard sanitari e di sicurezza alimentare europei, reciprocità delle regole di produzione;
  4. a promuovere un’azione coordinata con le altre regioni italiane e con le rappresentanze delle imprese agricole e agroalimentari per chiedere una revisione o il rigetto dell’intesa Unione europea-Mercosur nei termini raggiunti alla data odierna;
  5. a tutelare e valorizzare le produzioni venete di qualità, promuovendo politiche che rafforzino la competitività delle filiere locali e il principio di equità negli scambi commerciali internazionali;
  6. a sostenere politiche commerciali alternative fondate sulla reciprocità degli standard, sulla protezione delle produzioni locali e sulla valorizzazione delle filiere di qualità del Made in Italy;

DISPONE

la trasmissione della presente mozione a:

  • Presidente del Consiglio dei ministri
  • Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) e Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI)
  • Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
  • Conferenza delle regioni e delle Province autonome
  • Commissione politiche agricole della Conferenza delle regioni
  • Associazione nazionale comuni italiani (ANCI) nazionale e Associazione nazionale comuni italiani (ANCI) Veneto

Riccardo Szumski

Davide Lovat

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