Autovelox Veneto: interrogazione su disparità e uso per fare cassa

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DODICESIMA LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 54

AUTOVELOX INSTALLATI IN VENETO: SQUILIBRI TERRITORIALI, DISPARITA’ INTERREGIONALI, VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA, CAOS NORMATIVO E POSSIBILE UTILIZZO IMPROPRIO A FINI DI BILANCIO

Presentata il 13 febbraio 2026 dai consiglieri Lovat e Szumski

Premesso che: – dai dati aggiornati al 2 dicembre 2025, elaborati su informazioni ufficiali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT), risulta che il Veneto presenta circa quattrocentoquaranta autovelox censiti; – rapportando tale dato alla popolazione residente, il Veneto registra un valore pari a 9,1 autovelox ogni 100 mila abitanti, ampiamente superiore alla media nazionale e tra i più elevati del Paese; – osservando la suddivisione per macroaree, a nord la media è di 8,9 autovelox ogni 100 mila abitanti, al centro la media è 6,3, al sud è 3,2, mentre nelle isole è 1,9; – il Veneto presenta i valori tra i più alti di questa particolare classifica; – tale confronto mette in evidenza una disparità interregionale macroscopica, difficilmente giustificabile sulla base di elementi oggettivi quali popolazione, rete stradale o flussi di traffico, e tale da sollevare un serio problema di uniformità nell’applicazione delle politiche pubbliche di controllo della velocità.

Considerato che: – l’articolo 3 della Costituzione italiana sancisce il principio di eguaglianza formale e sostanziale; – una distribuzione degli strumenti sanzionatori così fortemente sbilanciata tra territori con popolazione comparabile rischia di determinare una disparità di trattamento sostanziale tra cittadini; – tale situazione appare in contrasto con il principio costituzionale di uguaglianza, in quanto genera un carico sanzionatorio territorialmente selettivo, che incide sui diritti e sugli obblighi dei cittadini in modo non uniforme sul territorio nazionale.

Rilevato che: – in data 7 febbraio 2026 il quotidiano Corriere della Sera ha pubblicato l’articolo «Autovelox irregolari, l’allarme del sindaco di Adria: “Senza i soldi dell’autovelox rette di asili e mense più care”», nel quale si evidenzia come in Veneto, su circa quattrocentoquaranta dispositivi presenti, ben trecentocinquantadue dovrebbero essere disattivati, con conseguenti ricadute economiche sui bilanci comunali; – il sindaco di Adria ha dichiarato che i quattro autovelox installati nel territorio comunale producono circa 1,2 milioni di euro annui, entrate utilizzate per finanziare servizi pubblici essenziali; – tali dichiarazioni confermano come, in numerosi casi, l’autovelox abbia assunto una funzione di fatto para-tributaria, in potenziale contrasto con la finalità esclusiva di sicurezza stradale; – la distribuzione degli autovelox risponde pertanto non solo ad esigenze di sicurezza, ma anche a scelte territoriali e amministrative.

Evidenziato che: – il raffronto tra il Veneto e le altre regioni dimostra che l’attuale assetto non garantisce un’eguaglianza sostanziale tra cittadini, ma determina un’asimmetria territoriale nell’applicazione delle sanzioni, incompatibile con i principi costituzionali di cui all’articolo 3; – tale asimmetria alimenta una crescente sfiducia dei cittadini verso le istituzioni e rafforza la percezione che l’autovelox venga utilizzato come strumento di finanza locale, più che come presidio di sicurezza.

I sottoscritti consiglieri interrogano la Giunta regionale per sapere: 1) se la Giunta ritenga compatibile con l’articolo 3 della Costituzione una situazione in cui cittadini veneti risultano esposti a un livello di controllo e sanzione fino a dieci volte superiore rispetto ad altre regioni e che tale squilibrio non configuri una violazione del principio di uguaglianza sostanziale; 2) se e quali iniziative intenda assumere nei confronti del Governo affinché vengano definiti criteri nazionali omogenei e vincolanti nella distribuzione e nell’utilizzo degli autovelox; 3) se non ritenga politicamente inaccettabile che, in assenza di regole uniformi, i comuni veneti siano esposti a contenziosi e perdite di entrate; 4) se intenda prevedere misure di sostegno per i comuni che, a seguito della disattivazione dei dispositivi non conformi, rischiano di compromettere l’erogazione di servizi pubblici essenziali; 5) se non ritenga necessario attivare con urgenza un tavolo regionale permanente con Associazione nazionale comuni italiani (ANCI) Veneto per garantire un utilizzo degli autovelox conforme ai principi di legalità, equità e sicurezza stradale.

Riccardo Szumski

Davide Lovat

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