Piano vaccinale contro l’influenza aviaria in Veneto

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DODICESIMA LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N. 66

PIANO VACCINALE CONTRO L’INFLUENZA AVIARIA IN VENETO, RICHIESTA DI CHIARIMENTI SU TECNOLOGIA VACCINALE, SICUREZZA, TRASPARENZA E TUTELA DELLA FILIERA

Presentata il 26 febbraio 2026 dai consiglieri Szumski e Lovat

Premesso che: – la Regione del Veneto ha annunciato l’avvio, a partire dall’aprile 2026, della prima campagna vaccinale in Italia contro l’influenza aviaria, interessando in via prioritaria la provincia di Verona, area che concentra circa la metà del comparto avicolo regionale; – il piano coinvolgerà 136 allevamenti di tacchini da carne e 64 allevamenti di galline ovaiole, con la somministrazione di oltre 14 milioni di dosi complessive e con un sistema di sorveglianza sanitaria ogni trenta giorni secondo le indicazioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA); – dal 2020 ad oggi il Veneto ha registrato 316 focolai domestici su 477 nazionali, con indennizzi regionali agli allevatori pari a circa 240 milioni di euro.

Rilevato che: – il nuovo piano nazionale di contrasto all’influenza aviaria prevede il superamento della gestione emergenziale basata prevalentemente su abbattimenti e ristori ex post, introducendo una strategia fondata su biosicurezza e prevenzione vaccinale; – l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (IZSVe) ha evidenziato come le epidemie di influenza aviaria siano divenute ricorrenti e come sia necessario adottare strumenti più sostenibili sotto il profilo sanitario, ambientale ed economico; – in Francia è stata avviata una campagna vaccinale nel settore avicolo, anche con il coinvolgimento della società Ceva Animal Health, che ha sviluppato piattaforme vaccinali nucleotidiche di nuova generazione presso il laboratorio Biogenovac di Beaucouzé; – il tema della tipologia di vaccino (tradizionale inattivato, vettoriale, nucleotidico, mRNA o altre tecnologie innovative) ha suscitato interesse e interrogativi nell’opinione pubblica e tra gli operatori della filiera, anche in relazione alla sicurezza alimentare e alla trasparenza delle informazioni.

Considerato che: – la provincia di Verona rappresenta un’area ad altissima densità avicola, con particolare concentrazione a sud dell’autostrada Milano-Venezia, e che l’intero territorio veneto ricade lungo importanti rotte migratorie di uccelli selvatici; – la Regione del Veneto conta 2.506 allevamenti avicoli e oltre 48 milioni di capi, costituendo un comparto strategico per l’economia regionale e nazionale; – risulta fondamentale garantire la massima chiarezza istituzionale in merito alle tecnologie adottate, ai protocolli di somministrazione, agli studi di sicurezza ed efficacia e alle eventuali implicazioni per la salute animale, la salute pubblica e la commercializzazione dei prodotti avicoli; – la corretta informazione e la trasparenza sono strumenti essenziali per evitare la diffusione di notizie infondate o allarmistiche e per tutelare la fiducia dei consumatori.

I sottoscritti consiglieri interrogano la Giunta regionale per sapere: 1) quale specifica tipologia di vaccino sarà utilizzata nella campagna vaccinale contro l’influenza aviaria prevista in Veneto (vaccino inattivato tradizionale, vettoriale, nucleotidico, mRNA o altra tecnologia), indicando denominazione commerciale, azienda produttrice e autorizzazioni ottenute a livello nazionale ed europeo; 2) se la Regione del Veneto disponga e intenda rendere pubblici gli studi scientifici relativi a sicurezza, efficacia, eventuale persistenza biologica e valutazione del rischio per la salute animale e umana, nonché per la sicurezza alimentare (carne, uova e sottoprodotti); 3) quali siano i protocolli di sorveglianza previsti per distinguere animali vaccinati da animali eventualmente infetti (strategia “DIVA”) e quali ricadute siano previste in termini di tracciabilità e commercializzazione dei prodotti; 4) se siano state effettuate valutazioni specifiche sul possibile impatto della vaccinazione sulle esportazioni verso Paesi terzi e sulla competitività della filiera veneta; 5) quali ulteriori misure di biosicurezza, controllo della densità degli allevamenti e programmazione produttiva accompagneranno la vaccinazione, al fine di ridurre strutturalmente il rischio di nuovi focolai; 6) quali iniziative di comunicazione istituzionale e trasparenza la Giunta regionale intenda adottare per informare in modo chiaro cittadini, operatori del settore e consumatori, prevenendo disinformazione e allarmismi.

Riccardo Szumski

Davide Lovat

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