Sicurezza in Veneto: mozione per riorganizzare la polizia e rafforzare il territorio

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

DODICESIMA LEGISLATURA
Mozione n.101

SOSTEGNO ALLE FORZE DI POLIZIA CON RIORGANIZZAZIONE DELL’IMPIEGO DEL PERSONALE, TUTELA DELLA DIGNITÀ PROFESSIONALE DEI LAVORATORI E CONSEGUENTE RAFFORZAMENTO DEL PRESIDIO TERRITORIALE

presentata il 24 aprile 2026 dai consiglieri Szumski e Lovat

Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:

  • la sicurezza pubblica rappresenta una funzione essenziale dello Stato e un presupposto imprescindibile per la qualità della vita dei cittadini e la tenuta sociale ed economica dei territori;
  • numerose segnalazioni provenienti dalle rappresentanze sindacali delle forze di polizia evidenziano criticità strutturali nell’organizzazione e nell’impiego del personale, con particolare riferimento all’utilizzo improprio di operatori altamente qualificati in mansioni non coerenti con il loro ruolo;
  • tale situazione determina un indebolimento dei servizi di controllo del territorio, delle attività investigative e della sicurezza operativa, con ricadute dirette anche sulle comunità locali del Veneto;
  • il fenomeno dell’impiego improprio riguarda in particolare figure come ispettori e sovrintendenti, spesso distolti da compiti operativi e destinati ad attività burocratiche o di supporto non qualificato;
  • parallelamente, si registra una crescente difficoltà nei servizi territoriali, spesso sostenuti da personale giovane non adeguatamente affiancato o formato, con conseguente aumento del disagio professionale e della perdita di motivazione;

CONSIDERATO CHE:

  • il problema degli organici non può essere affrontato esclusivamente in termini quantitativi, ma richiede una revisione qualitativa e organizzativa del sistema;
  • la razionalizzazione dell’impiego del personale, con la restituzione delle funzioni operative alle figure professionali competenti, rappresenta una condizione necessaria per migliorare la sicurezza reale;
  • l’utilizzo di personale civile per attività amministrative e burocratiche consentirebbe di liberare risorse operative da destinare al presidio del territorio;

RITENUTO CHE:

  • il Veneto, per le sue caratteristiche economiche, sociali e territoriali (aree urbane, distretti produttivi, flussi turistici), necessita di un sistema di sicurezza efficiente, capillare e ben organizzato;
  • come segnalato dalle rappresentanze sindacali, sia fondamentale ristabilire un equilibrio tra esigenze amministrative e funzione operativa, rimettendo al centro il controllo del territorio e la sicurezza dei cittadini;
  • la dignità professionale degli operatori di polizia costituisca un elemento essenziale per l’efficienza del sistema sicurezza;

esprime

pieno sostegno alle istanze degli operatori delle forze di polizia che chiedono una riorganizzazione equa, efficiente e rispettosa delle professionalità, riconoscendo che la sicurezza dei cittadini del Veneto passa attraverso un utilizzo corretto, razionale e dignitoso delle risorse umane dello Stato;

invita

tutte le istituzioni competenti ad abbandonare approcci emergenziali o cosmetici e ad avviare un percorso di riforma strutturale, fondato su efficienza, trasparenza e centralità del territorio;

impegna la Giunta regionale

1) a farsi promotrice presso il Governo nazionale delle istanze in premessa, chiedendo una riforma organica dell’impiego del personale delle forze di polizia, con l’obiettivo di ricondurre le figure operative (ispettori, sovrintendenti, agenti) alle funzioni proprie, ridurre drasticamente il loro impiego improprio in mansioni burocratiche per potenziare il controllo del territorio e le attività investigative;

2) a sostenere l’introduzione e il rafforzamento di personale civile nelle attività amministrative e tecniche, al fine di liberare risorse operative;

3) a promuovere, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, un confronto strutturato sulle criticità organizzative delle forze di polizia e sul loro impatto nei territori;

4) a rafforzare le politiche regionali per la sicurezza integrata, in collaborazione con prefetture – uffici territoriali del Governo, questure ed enti locali, con particolare attenzione per le aree urbane complesse, i territori a forte pressione turistica e i distretti produttivi;

5) a sostenere programmi di formazione e affiancamento per il personale più giovane, anche attraverso accordi istituzionali, al fine di garantire maggiore sicurezza operativa e crescita professionale;

6) a valorizzare la dignità e il benessere degli operatori di polizia, promuovendo iniziative regionali di supporto (logistico, abitativo e sociale) in coerenza con le competenze dell’ente;

7) a monitorare, attraverso un osservatorio regionale sulla sicurezza, l’impatto delle carenze organizzative sul territorio veneto, raccogliendo dati e segnalazioni utili a orientare le politiche pubbliche.

Riccardo Szumski

Davide Lovat

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