30 Maggio 2026
(Arv) Venezia, 30 Maggio 2026
“Abbiamo presentato una proposta di legge per modificare l’accesso alla disponibilità di alloggi pubblici e alcune disposizioni per il contrasto agli abusi. La nostra proposta interviene sulla disciplina regionale in materia di edilizia residenziale pubblica (ERP) di cui alla legge regionale n. 39/2017, con l’obiettivo di rafforzare equità, trasparenza e sostenibilità del sistema”. Lo annunciano i consiglieri regionali Riccardo Szumski e Davide Lovat (Szumski Resistere Veneto) che spiegano: “L’esperienza applicativa, infatti, ha evidenziato criticità legate sia all’accesso agli alloggi, sia alla gestione dei nuclei assegnatari, con particolare riferimento a situazioni di morosità reiterata, definizione non uniforme del nucleo familiare e possibili comportamenti elusivi. La legge interviene in modo mirato su tali aspetti, nel rispetto dei principi costituzionali di uguaglianza e buon andamento della pubblica amministrazione.
L’articolo 1 introduce un nuovo requisito ostativo all’accesso agli alloggi ERP, prevedendo che non possano presentare domanda i soggetti che, nei dieci anni precedenti, siano stati destinatari di provvedimenti di decadenza o risoluzione del contratto per morosità, qualora il debito non sia stato sanato. La disposizione non si applica nei casi in cui vi sia un piano di rientro formalmente approvato e rispettato o una morosità incolpevole accertata. La norma persegue una finalità di responsabilizzazione degli assegnatari e di tutela delle risorse pubbliche, evitando il ripetersi di situazioni di morosità colpevole non risolta e nemmeno con un piano di rientro”.
“La proposta interviene anche sulla definizione di nucleo familiare ai fini dell’accesso agli alloggi ERP – continuano i consiglieri – introducendo il principio della convivenza anagrafica stabile e continuativa quale criterio generale per l’individuazione dei componenti del nucleo. Inoltre, prevediamo il rafforzamento del sistema dei controlli introducendo verifiche periodiche sulla residenza effettiva e veridicità delle dichiarazioni in correlazione con la correttezza della situazione economica dichiarata. Le principali conseguenze in caso di violazioni sono la decadenza dall’assegnazione e l’esclusione temporanea – da tre a dieci anni – dai bandi. La disposizione mira a rendere effettivo il sistema di regole, contrastando comportamenti abusivi, mentre contemporaneamente si stabilisce che l’attuazione della legge non comporti nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale, le attività previste sono nelle competenze già attribuite agli enti gestori e possono essere svolte con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”.




