03 Giugno 2026
(Arv) Venezia, 03 Giugno 2026
“A distanza di mesi dalla presentazione di due interrogazioni in Consiglio regionale, una il 26 febbraio e l’altra il 27 marzo, e dall’invio di specifiche richieste di chiarimento al ministero della Salute e all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, non sono ancora pervenute risposte puntuali e ufficiali ai quesiti posti in merito alla campagna vaccinale contro l’influenza aviaria, nonostante le numerose sollecitazioni informali rivolte all’assessore in occasione della sua presenza in Consiglio regionale. Nel frattempo, come reso noto dalle comunicazioni istituzionali e dagli organi di informazione, il progetto pilota è stato avviato negli allevamenti individuati tra Veneto e Lombardia. Le mancate risposte dell’assessore regionale Bond alimentano dubbi e preoccupazioni: c’è qualcosa da nascondere? Chiediamo riscontri chiari e documentati a tutela del rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.”
Lo dichiara il consigliere regionale Riccardo Szumski (Resistere Veneto).
“Le nostre richieste alla Regione del Veneto erano poste per ottenere informazioni chiare su aspetti fondamentali: la tipologia dei vaccini utilizzati, le autorizzazioni ottenute, gli studi di sicurezza ed efficacia, i protocolli di sorveglianza, la tracciabilità degli animali e le eventuali ricadute sulla filiera alimentare e sulla commercializzazione dei prodotti – argomenta il consigliere regionale – Particolare attenzione merita inoltre il tema delle tecnologie vaccinali impiegate. Nelle interrogazioni e nelle richieste di chiarimento abbiamo domandato espressamente se, accanto ai vaccini tradizionali o vettoriali, fosse previsto l’utilizzo di piattaforme innovative, comprese eventuali tecnologie mRNA. Ad oggi, nonostante il tempo trascorso e l’avvio della sperimentazione, non è giunta alcuna risposta ufficiale che consenta di fugare definitivamente ogni dubbio su questo aspetto. Proprio l’esperienza maturata durante la campagna vaccinale contro il Covid-19, che ha generato un ampio dibattito pubblico e scientifico sulle nuove tecnologie vaccinali e sui relativi effetti avversi riconosciuti a livello scientifico internazionale e segnalati anche in Veneto da una parte dei cittadini e dalle loro associazioni, rende oggi ancora più importante fornire informazioni complete, tempestive e verificabili.”
“Le informazioni informali finora raccolte, secondo cui il progetto riguarderebbe principalmente gli aspetti organizzativi della campagna vaccinale e non la sperimentazione di nuove tecnologie vaccinali, non sono sufficienti a fugare tutti i dubbi – puntualizza Szumski – Per questo, riteniamo indispensabile ricevere, seppure con grave ritardo, risposte ufficiali e documentate ai quesiti posti, nel rispetto delle prerogative e del ruolo dei consiglieri regionali.”
“La trasparenza non è una concessione, ma un dovere istituzionale – conclude Riccardo Szumski – È una condizione essenziale per preservare il rapporto di fiducia tra cittadini, operatori del settore, consumatori e istituzioni.”




