Degrado urbano, proposta di legge per coesione sociale e beni comuni

11 Giugno 2026
(Arv) Venezia, 11 Giugno 2026

“La qualità della vita delle comunità locali, la vivibilità degli spazi urbani, il decoro delle città e la coesione sociale costituiscono elementi fondamentali per il benessere collettivo e per lo sviluppo armonico del territorio regionale. Per questo motivo Resistere Veneto ha depositato una Proposta di legge che promuove la partecipazione attiva dei cittadini alla cura dei beni comuni, la valorizzazione degli spazi pubblici, la promozione della legalità e il rafforzamento delle relazioni di vicinato soprattutto per prevenire situazioni di degrado urbano e favorire una maggiore integrazione sociale. L’iniziativa è diretta conseguenza dell’ordine del giorno n.144 approvato dal Consiglio regionale durante la discussione sul PdL n. 45 ‘Bilancio di previsione 2026-28’. La nostra proposta disciplina strumenti di collaborazione tra istituzioni e società civile sostiene progetti di cittadinanza attiva e decoro urbano, istituisce un Registro regionale delle comunità responsabili, promuove percorsi formativi e valorizza le cosiddette ‘passeggiate civiche’ quali strumenti di partecipazione e presidio sociale non operativo del territorio”. Lo dichiara in una nota il capogruppo di Resistere Veneto, a palazzo Ferro-Fini, Riccardo Szumski.

“La proposta di legge, inoltre, si inserisce nel quadro delineato dal decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, convertito dalla legge 18 aprile 2017, n. 48, che ha introdotto il concetto di sicurezza urbana integrata, intesa non esclusivamente come attività di prevenzione e repressione dei reati, ma come insieme di politiche pubbliche volte a migliorare la vivibilità delle città, la qualità degli spazi pubblici, la coesione sociale e il rispetto della legalità. Parallelamente – spiega il consigliere – il progetto normativo trova fondamento nel principio di sussidiarietà orizzontale sancito dall’art. 118 della Costituzione, che riconosce e favorisce l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, nello svolgimento di attività di interesse generale”.

“Particolare attenzione è stata posta al rispetto dei principi affermati dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 236 del 2020, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della legge regionale del Veneto n. 34 del 2019. La presente proposta, infatti, – rileva Szumski – esclude espressamente qualsiasi attribuzione ai cittadini di funzioni riconducibili all’ordine pubblico o alla sicurezza pubblica, evitando ogni possibile sovrapposizione con le competenze statali e circoscrivendo le attività dei soggetti coinvolti alla promozione della partecipazione civica, della socialità, della legalità, del decoro urbano e della coesione sociale”.

“La legge che proponiamo –chiarisce Szumski – intende quindi fornire agli enti locali e alle comunità territoriali uno strumento moderno e costituzionalmente coerente per valorizzare le energie presenti sul territorio, rafforzare il senso civico e favorire la collaborazione tra istituzioni e cittadini nella cura dell’interesse generale. In particolare viene istituito il Registro regionale delle comunità responsabili e dei progetti di cittadinanza attiva, individuando i soggetti che possono richiederne l’iscrizione e favorendo la creazione di una rete regionale di esperienze e buone pratiche, mentre viene disciplinata la concessione di contributi regionali ai comuni per la realizzazione di progetti e iniziative coerenti con le finalità della legge, con particolare riferimento alla cittadinanza attiva, all’inclusione sociale, all’educazione alla legalità, alla valorizzazione degli spazi pubblici e alle passeggiate civiche”, conclude Szumski.

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