07 Marzo 2026
(Arv) Venezia, 07 Marzo 2026
“Con l’approssimarsi della ricorrenza dell’8 marzo, come doveroso tributo alle donne; assieme al collega Riccardo Szumski, ho presentato una Risoluzione perché il Consiglio regionale inviti tutti i comuni del Veneto a considerare, nell’ambito delle proprie competenze e secondo le procedure previste dalla legge, la revisione motivata delle intitolazioni di vie, piazze, edifici e spazi pubblici riferite a figure storicamente controverse del periodo preunitario e unitario (come i generali Raffaele Cialdini e Luigi Cadorna) e a ridenominarle, in alternativa, con titolazioni dedicate a donne venete che si sono distinte per meriti civili, culturali scientifici e politici.”
Ne dà notizia Davide Lovat, consigliere regionale di Resistere Veneto.
“Ne ricordo alcune – prosegue il consigliere regionale – Caterina Cornaro, Elisabetta Caminer, Clementina Merlin, Tina Anselmi, Lina Merlin, Giovanna Zangrandi, Gaspara Stampa o la ben nota Elena Lucrezia Cornaro Piscopia. La valorizzazione di donne venete che si sono distinte nei campi della Resistenza, della cultura, della scienza, dell’educazione, della politica e dei diritti civili, rappresenta un segno concreto di promozione della memoria collettiva e della parità di genere e un contributo a rafforzare l’identità regionale nel segno della democrazia, della responsabilità civile e del pluralismo. Le intitolazioni dedicate a personalità storicamente controverse, come quelle portate ad esempio sopra, possono risultare non più coerenti con la funzione educativa e valoriale attribuita agli spazi pubblici, e riconsiderando la toponomastica anche in questa ottica, si porrebbe rimedio alla sottorappresentazione delle figure femminili che hanno contribuito in modo determinante alla storia, alla cultura, alla scienza e alla vita democratica del Veneto.”
“Una nota a parte voglio rivolgerla verso l’ennesima proposta di istituzione di un premio della Regione intitolato a Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, depositata in questi giorni in Consiglio regionale – osserva Lovat – Niente da obiettare per un premio in più, ma faccio notare che ne esistono già molti, come ad esempio quello dell’Università di Padova e del suo Centro di Ateneo, proprio dedicato a Elena Cornaro, il premio promosso dalle associazioni Alumni e Solgar Italia giunto alla quarta edizione, il premio parità di genere di Venezia e il premio internazionale dell’Istituto di cultura italiana a New York.”
“Forse apprezzare meglio la storia veneta con iniziative nuove, come ad esempio rivedere la toponomastica, potrebbe aiutare a diffondere meglio la conoscenza delle donne venete meno celebri, ma altrettanto rappresentative della prima laureata dell’Università di Padova.”, conclude Davide Lovat.


