Grave di Ciano, richiesta trasparenza sulle casse di espansione

27 Maggio 2026
(Arv) Venezia, 27 Maggio 2026

“Da diverso tempo veniamo contattati da cittadini, comitati e amministratori locali dei territori interessati dal progetto delle casse di espansione delle Grave di Ciano, preoccupati per la scarsità di informazioni disponibili su un’opera che, per dimensioni e possibili conseguenze, appare destinata ad essere fortemente impattante, con radicali cambiamenti del territorio, dell’ambiente ed effetti assolutamente sconosciuti sulle comunità locali”. Sono le affermazioni dei consiglieri regionali Riccardo Szumski e Davide Lovat (Szumski Resistere Veneto) che spiegano: “A rendere ancora più grave questa situazione è stato il fatto che il Commissario Straordinario dell’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali abbia negato l’accesso agli atti ai sindaci dei comuni direttamente interessati dall’opera. Una decisione che ha suscitato sconcerto e che ha inevitabilmente alimentato dubbi e preoccupazioni tra le amministrazioni locali e i cittadini. Proprio per svolgere il nostro ruolo istituzionale e dare risposte ai territori, abbiamo presentato a nostra volta una richiesta di accesso agli atti. Anche in questo caso, tuttavia, ci siamo visti opporre un diniego, motivato dalla presunta assenza di un interesse diretto, concreto e attuale. Una posizione che riteniamo difficile da comprendere, considerando che si tratta di un’opera pubblica di straordinaria rilevanza per il Veneto e che coinvolge direttamente temi quali la sicurezza idraulica, la tutela ambientale, la pianificazione territoriale e l’impiego di risorse pubbliche. Oggi apprendiamo, inoltre, che il consigliere regionale del Partito Democratico, Giovanni Manildo, sta svolgendo una serie di incontri di approfondimento sul tema e che a breve incontrerà la Commissaria Colaizzi per discutere proprio delle questioni legate al Piave e alla gestione delle risorse idriche. La notizia non può che aumentare le nostre perplessità. Da una parte si negano documenti e informazioni ai sindaci dei territori interessati e ai consiglieri regionali che ne fanno richiesta formale; dall’altra si annunciano interlocuzioni istituzionali che sembrano procedere lungo canali differenti. Non sappiamo quali informazioni siano state o saranno condivise, ma è evidente che si crea una situazione di forte disorientamento e di apparente disparità nella comunicazione istituzionale”.

“Quello che chiediamo non sono corsie preferenziali – puntualizzano i consiglieri – ma regole uguali per tutti e, soprattutto, trasparenza. Se un progetto è valido, sostenibile e nell’interesse del territorio, non vi è alcuna ragione per sottrarlo al confronto pubblico e istituzionale. Se invece le informazioni continuano a essere negate a chi rappresenta i cittadini e gli enti locali, il rischio è quello di alimentare ulteriormente diffidenza e conflittualità. Abbiamo perciò sollecitato novamente l’Autorità di Bacino a chiarire al più presto le ragioni di questi dinieghi e garantire un percorso di informazione aperto, trasparente e rispettoso delle comunità coinvolte. I cittadini del Piave e gli amministratori locali hanno il diritto di sapere cosa si sta progettando sul loro territorio e quali saranno le conseguenze delle scelte che verranno assunte. Su questo continueremo a vigilare e a chiedere risposte, nell’interesse esclusivo delle comunità venete e della corretta informazione istituzionale”.

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