13 Marzo 2026
(Arv) Venezia, 13 Marzo 2026
“I buoni propositi, la buona educazione, i ‘bei cavei’ a favore di telecamere, sono solo una vetrina vuota piena di manifesti pubblicitari. La Giunta regionale veneta ha presentato un bilancio che, seppure abbia l’attenuante delle pesanti eredità di scelte passate e dei debiti contratti per la Pedemontana, che di fatto lo immobilizzano, a meno di nuova tassazione aggiuntiva per il 2027, è solo un accrocco cosmetico con trasferimenti di risorse non utilizzate (Fondi Europei) in nuove destinazioni. In qualche caso raggruppamenti a nuova dicitura di altre risorse, comunque già destinate a settori sanitari. A parte la copertura doverosa di aumenti contrattuali, noi di Resistere Veneto non vediamo delle scelte chiare o degli indirizzi politici da qui al 2028”. Lo scrive in una nota il capogruppo di Resistere Veneto, Riccardo Szumski.
“Neppure – prosegue il consigliere – si vede molto dalle preannunciate intese sulla micro-autonomia differenziata che non ristoreranno il Veneto in parte importante del residuo fiscale di 15 miliardi.
Per Sanità e Sociale servirebbero almeno 500 milioni di trasferimenti aggiuntivi. Per dare vigore ai settori produttivi, all’agricoltura, al settore della pesca, alle aree montane servirebbero risorse concrete e non giochi di parole.
Forte dei miei trascorsi di Sindaco, e della lotta contro lo Stato onnivoro centrale, – sottolinea Szumski – richiamo i primi cittadini di tutti i comuni veneti, indistintamente, a mobilitarsi per un vero Federalismo; un vero ‘patto’ per l’autonomia, una vera riforma di sistema. Chiedo al Presidente Stefani di aprire senza riserve un contenzioso, ragionato, con Roma. Mandiamo all’aria questa finta autonomia che non porta a niente e ricominciamo per una svolta seria verso il federalismo; una più efficiente organizzazione dello Stato. A fronte del proliferare di amministrazioni comunali che vogliono passare al Friuli piuttosto che al Trentino, la Regione assuma iniziative di reale ‘disobbedienza’ nei confronti
dello Stato centralista.
Le idee trite e ritrite recite di pseudo confronto, con grandi tavolate, trasferte romane e foto di rito sono state una messa in scena e un lungo inganno nei confronti dei veneti; non portano più a niente.
Se si vuole ottenere il giusto riconoscimento alle attese e speranze di questo
pacifico, paziente e laborioso popolo è giunta l’ora di osare e non solo recitare”, conclude Szumski.


