20 Maggio 2026
(Arv) Venezia, 20 Maggio 2026
“Il consigliere Carlo Cunegato ha nuovamente deciso di utilizzare il sito ufficiale del Consiglio regionale del Veneto non per confrontarsi politicamente, ma per insultare un’intera comunità umana, culturale e religiosa attraverso epiteti offensivi come “destra clericale, omofoba e bigotta”. Parole vergognose, discriminatorie e indegne di un rappresentante istituzionale”. Sono le affermazioni del consigliere regionale Davide Lovat (Resistere Veneto) che aggiunge: “Vorrei ricordare al collega Cunegato che uno Stato laico non è uno Stato ateo militante nel quale la sinistra radicale pretende di zittire chiunque non si pieghi alla propria ideologia. Uno Stato laico è uno Stato nel quale tutte le minoranze hanno pari dignità e diritto di parola. Anche le minoranze religiose. Anche i cattolici. Anche i cattolici giusnaturalisti, che lui continua sistematicamente a insultare. Esigo che quei termini razzisti e sprezzanti non vengano più utilizzati, tanto meno attraverso i canali ufficiali delle istituzioni regionali. Esiste un termine corretto, serio e culturalmente fondato per definire la nostra posizione: “giusnaturalisti”. È una tradizione filosofica e giuridica che attraversa venticinque secoli di storia occidentale, da Aristotele a San Tommaso d’Aquino, da Grozio fino ad Augusto Del Noce e allo stesso pontefice Leone XIV. Una tradizione infinitamente più solida del giusvolontarismo piccolo-borghese di quella che – se usassi il metodo violento di Cunegato che non mi appartiene – potrei definire come la fantasinistra post-sessantottina, consumista, edonista, materialista e nichilista che oggi pretende di impartire lezioni morali a tutti. Noi abbiamo una visione dell’uomo, della società e del diritto fondata sull’idea che esista una natura umana, una dignità intrinseca della persona e un limite etico che la politica non può cancellare per decreto. È per questo che siamo contrari all’aborto elevato a dogma ideologico, al suicidio assistito trasformato in diritto civile, alla mercificazione della vita attraverso la fecondazione artificiale, alla dissoluzione del matrimonio naturale, alla liberalizzazione della droga e a tutto quel relativismo radicale che sta svuotando spiritualmente l’Occidente”.
“Eppure – prosegue Lovat – nonostante le nostre convinzioni siano fondate su una tradizione filosofica, giuridica e religiosa millenaria, veniamo trattati come caricature da insultare pubblicamente. Questo non è pluralismo. Questo è settarismo ideologico. Io non mi permetterei mai di liquidare un’intera comunità umana attraverso insulti sistematici e rozzamente qualunquisti come i reiterati “bigotti, omofobi e clericali”. Sarebbe facilissimo coniare definizioni offensive nei confronti del mondo “woke, rainbow and green”, ma l’insulto è quasi sempre il rifugio della stupidità, prima ancora che della grettezza d’animo che inevitabilmente la accompagna. E io porto rispetto umano anche per chi ha idee diametralmente opposte alle mie. Per questo motivo pretendo che cessino immediatamente questi attacchi continui contro la comunità cattolica giusnaturalista veneta, della quale faccio parte con orgoglio, e che mi hanno stufato oltre ogni limite sopportabile. Noi abbiamo diritto allo stesso rispetto che la sinistra radicale pretende – giustamente – per qualsiasi altra minoranza e le guance da porgere sono finite”.
“La laicità dello Stato non può diventare il pretesto per discriminare chi ha una visione cristiana dell’uomo e della società. Perché quando una parte politica decide che alcune convinzioni possono essere insultate liberamente mentre altre devono essere protette, allora non siamo più davanti alla democrazia pluralista. Siamo davanti a un conformismo ideologico travestito da progresso”, conclude Lovat.




