Toponomastica veneta: revisione figure controverse e valorizzazione donne meritevoli

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

DODICESIMA LEGISLATURA
Risoluzione presentata il 4 marzo 2026 dai consiglieri Lovat e Szumski.

Intitolazioni toponomastiche riferite a figure controverse del periodo preunitario e unitario e promozione di nuove intitolazioni dedicate a donne venete meritevoli

Premesso che:

  • la legge 23 giugno 1927, n. 1188 (Toponomastica stradale e monumenti a personaggi contemporanei) disciplina le intitolazioni di vie, piazze e luoghi pubblici, consentendo la revisione motivata delle denominazioni già conferite;
  • l’intitolazione di spazi pubblici costituisce atto simbolico di rilevanza istituzionale, volto a promuovere valori civici, storici e costituzionali;
  • la Costituzione della Repubblica italiana, in particolare agli articoli 2, 3, 13, 27 e 52, tutela la dignità della persona, l’eguaglianza, la libertà individuale e subordina le Forze armate ai principi democratici;
  • la toponomastica pubblica concorre alla formazione della memoria collettiva e all’educazione civica delle comunità.

Considerato che:

  • a titolo esemplificativo, le figure dei generali Raffaele Cialdini, protagonista delle campagne post-unitarie nel Mezzogiorno, e Luigi Cadorna, Capo di Stato maggiore durante la Prima guerra mondiale, sono oggetto di consolidata valutazione storiografica critica rispettivamente per operazioni repressive nei confronti delle popolazioni civili e per l’adozione di pratiche disciplinari derivanti da una concezione autoritaria del comando, non coerente con i valori costituzionali oggi vigenti;
  • le intitolazioni dedicate a personalità storicamente controverse, come quelle portate ad esempio, possono risultare non più coerenti con la funzione educativa e valoriale attribuita agli spazi pubblici;
  • permane un significativo squilibrio di genere nella toponomastica regionale, con una sottorappresentazione delle figure femminili che hanno contribuito in modo determinante alla storia, alla cultura, alla scienza e alla vita democratica del Veneto.

Ritenuto che:

  • la revisione delle intitolazioni costituisca atto legittimo e coerente con i principi costituzionali e con la normativa vigente;
  • la valorizzazione di donne venete che si sono distinte nei campi della Resistenza, della cultura, della scienza, dell’educazione, della politica e dei diritti civili rappresenti un segno concreto di promozione della memoria collettiva e della parità di genere;
  • tale azione possa contribuire a rafforzare l’identità regionale nel segno della democrazia, della responsabilità civile e del pluralismo.

Invita i Comuni del Veneto

  1. a considerare, nell’ambito delle proprie competenze e secondo le procedure previste dalla legge, la revisione motivata delle intitolazioni di vie, piazze, edifici e spazi pubblici riferite a figure storicamente controverse del periodo preunitario e unitario;

  2. a considerare altresì la ridenominazione degli spazi eventualmente oggetto di revisione con intitolazioni dedicate a donne venete che si siano distinte per meriti civili, culturali, scientifici e politici, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

    a) Storia e Resistenza:

    • Tina Merlin, giornalista d’inchiesta, voce lucida e coraggiosa nella denuncia preventiva della tragedia del Vajont;
    • Giovanna Zangrandi, partigiana, scrittrice e anticipatrice dell’ambientalismo alpino;

    b) Cultura e letteratura:

    • Elisabetta Caminer, traduttrice, scrittrice e intellettuale illuminista, considerata una delle prime giornaliste professioniste;
    • Gaspara Stampa, tra le maggiori voci poetiche liriche del Rinascimento;

    c) Scienza e educazione:

    • Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna laureata al mondo presso l’Università di Padova;
    • Caterina Cornaro, dapprima regina di Cipro e figura centrale della diplomazia veneziana, poi signora d’Asolo e mecenate fondamentale per lo sviluppo del Cinquecento veneto;

    d) Politica e diritti civili:

    • Tina Anselmi, prima donna ministro della Repubblica italiana e presidente della Commissione d’inchiesta sulla P2;
    • Lina Merlin, senatrice della Repubblica e promotrice della legge per l’abolizione delle case di tolleranza.

Chiede

agli Uffici territoriali del Governo di voler prestare collaborazione agli enti locali per l’eventuale attuazione delle procedure di revoca e ridenominazione, nel rispetto della normativa vigente.

Dispone

di inviare la presente risoluzione ai Comuni del Veneto e agli Uffici territoriali del Governo.

Riccardo Szumski

Davide Lovat

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