Migrazione sanitaria per liste di attesa, mancanza di personale ed inefficienze nella gestione delle ulss.
PREMESSO CHE:
- il Veneto continua a registrare significative differenze tra territori nella qualità e tempestività dei servizi sanitari;
- la ULSS n. 2 si distingue per l’elevata migrazione sanitaria verso altre province o regioni, sintomo di inefficienze organizzative e di un mancato rispetto dei tempi di accesso alle prestazioni;
CONSIDERATO CHE:
- segnalazioni ripetute indicano che in alcune strutture, in particolare in orario pomeridiano, le apparecchiature diagnostiche (come la risonanza magnetica) risultano sottoutilizzate, principalmente a causa della carenza di personale;
- questa situazione genera un paradosso inaccettabile: risorse tecnologiche disponibili non si traducono in risposte concrete ai bisogni dei cittadini, con conseguenze dirette sulla salute e sull’equità del servizio pubblico;
- le liste d’attesa lunghe, i rinvii e le inefficienze organizzative contribuiscono alla migrazione sanitaria, riducono la fiducia dei cittadini nel sistema pubblico e rischiano di tradursi in esiti clinici gravi;
- la riorganizzazione della medicina territoriale e l’apertura delle Case della Comunità rappresentano un’opportunità strategica, ma rischiano di trasformarsi in un mero esercizio formale se non si garantisce tempestività, appropriatezza e continuità della presa in carico.
I sottoscritti consiglieri interrogano la Giunta regionale per sapere:
- quali misure concrete intenda adottare per ridurre le liste d’attesa e garantire l’effettivo utilizzo di apparecchiature diagnostiche sottoutilizzate, evitando sprechi di risorse e rischi per i cittadini;
- come intenda affrontare in tempi rapidi la carenza di personale che limita l’operatività dei servizi e alimenta la migrazione sanitaria;
- quali strategie intenda mettere in campo per trasformare le Case della Comunità in strumenti realmente efficaci di medicina territoriale, capaci di assicurare accesso immediiato e continuità assistenziale;
- quali azioni di monitoraggio e rendicontazione pubblica saranno attivate per verificare che le misure adottate producano risultati concreti, misurabili e tempestivi per i cittadini;
- come la Giunta intenda assumersi la responsabilità politica di fermare l’aumento della migrazione sanitaria e garantire che il Servizio sanitario regionale funzioni davvero per tutti i veneti, su tutto il territorio.
Riccardo Szumski
Davide Lovat





