11 febbraio 2026
(Arv) Venezia, 11 febbraio 2026
“Oggi è la Giornata Mondiale del Malato e da cattolico voglio anche sottolineare che è stata istituita ricordando proprio l’11 febbraio 1858, quando Bernadette Soubirous ebbe la prima apparizione della Vergine Maria a Lourdes. Questa ‘Giornata’ dice a tutti noi della necessità di gesti concreti verso chi soffre e ci spinge a combattere la cultura dell’indifferenza e la perdita di sacralità della vita”. Con queste parole il consigliere regionale Davide Lovat (Resistere Veneto), che ricorda: Con Riccardo Szumski, appena arrivati in Consiglio regionale del Veneto, su mandato di centinaia di migliaia di elettori, abbiamo preso subito due importanti iniziative: abbiamo posto in risalto la necessità di investire in cure palliative per i malati terminali in contrasto con la ‘cultura dello scarto’, che spinge verso il suicidio assistito e abbiamo presentato una mozione per l’apertura di ambulatori sul territorio per i cittadini che dichiarano di essere stati danneggiati dal vaccino Covid-19”.
“A questo proposito, proprio nella Giornata del Malato, dobbiamo constatare che le macchinazioni burocratiche sono un metodo politico per rallentare l’iter della discussione della nostra mozione in Consiglio Regionale. E questo, nonostante tutti i consiglieri regionali stiano ricevendo decine di lettere di veneti che raccontano di disagi, disturbi e malattie più o meno gravi sopraggiunte dopo le vaccinazioni obbligatorie. Papa Leone XIV, – commenta Lovat – ha ricordato la parabola del Buon Samaritano per parlare di cura, di responsabilità verso gli altri e di prossimità. Una società in grado di prendersi cura dei più fragili, infatti, è una società che ha anche un’alta salute morale e sociale.
Il Veneto è una terra di cattolici praticanti e di papi e non potrà mai condividere scelte che lasciano per strada concittadini che chiedono aiuto. Il vero medico non rifiuta mai la propria prestazione e al malato sofferente va sempre data una risposta. La nostra richiesta di ambulatori per chi dichiara di soffrire dopo essere stato vaccinato non è politica, ma viene prima della politica. Per questo chiediamo ai colleghi in Consiglio Regionale e al Presidente Stefani di condividere queste sfide di solidarietà”, conclude Lovat.


