10 Settembre 2026
(Arv) Venezia, 10 Settembre 2026
“Ancora una volta ci troviamo di fronte a un’imposizione calata dall’alto da questa Unione Europea, che pretende di disciplinare nei minimi dettagli attività agricole e di allevamento che nei nostri territori vengono praticate da generazioni con esperienza, buon senso e conoscenza concreta degli animali. Se una norma europea, nella sua applicazione, arriva a produrre conseguenze come quelle denunciate dai pastori bellunesi, abbiamo il dovere di fermarci e verificare. Questa interrogazione è solo il primo, urgente passo. Vogliamo sapere quanti animali siano stati coinvolti, quali eventi avversi siano stati registrati e cosa abbiano accertato i Servizi veterinari. Ma soprattutto vogliamo capire perché, se la normativa consente margini di scelta, il Veneto abbia deciso di limitare l’alternativa al bolo ai soli piccoli allevamenti familiari. Non possiamo accettare che la burocrazia europea diventi più importante della realtà dei nostri allevatori”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale Davide Lovat del gruppo Szumski Resistere Veneto.
“La tracciabilità degli animali è necessaria, ma non può diventare un pretesto per imporre indistintamente procedure che ignorano le caratteristiche dei nostri allevamenti. Se vengono segnalati eventi avversi gravi, compresi decessi, la Regione deve accertarne scientificamente le cause e verificare immediatamente se esistano soluzioni meno invasive. Questa vicenda apre però una questione molto più ampia: fino a quando accetteremo che questa UE stabilisca regole uniformi che rischiano di mortificare produzioni agricole, allevamenti e tradizioni costruite in secoli di esperienza? Il Veneto deve difendere le proprie specificità e pretendere che le norme siano al servizio dei territori, non i territori al servizio della burocrazia”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Resistere Veneto, Riccardo Szumski.



