Pedemontana, Carron sposta il debito alle prossime generazioni: così è sbagliato

06 febbraio 2026
(Arv) Venezia, 6 febbraio 2026

“Ha ragione la presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron, quando dice che sulla Pedemontana Veneta “è giusto e doveroso tenere sotto controllo i costi”, ma purtroppo i costi li sappiamo già: oltre 50 milioni per coprire i mancati ricavi dai pedaggi che devono essere presi dalle casse della Regione e dalla Cav, ovvero dalle tasche dei veneti. Quindi la presidente Carron sposta i termini del ragionamento e sbaglia di grosso. I confindustriali vedono il lungo periodo, anche perché nel frattempo le responsabilità si diluiscono, ma i cittadini devono già da oggi accollarsi un debito che starà sul loro groppone almeno fino al 2060”. Sono le parole del capogruppo di Resistere Veneto in Consiglio regionale Riccardo Szumski che aggiunge: “Non ho nulla da dire sulla indispensabilità di infrastrutture stradali, e anche più sostenibili per il territorio, ma visto il sempre alto entusiasmo di certe categorie, anche sulla Valdastico Nord, mi sento di invitare caldamente tutti ad analizzare meglio la sostenibilità progettuale e finanziaria delle opere. Si distolgono risorse dalla Sanità e dall’assistenza – che sono il perno dell’attività della Regione – e si costringono le generazioni future a smaltire debiti per i decenni a venire. Anche per la ipotizzata Valdastico Nord, come per la Pedemontana, non vorremmo che dai 5 miliardi di progetto si passasse al doppio o più. Ci si inventa parole come “pettini di collegamento” per dire “sempre più strade”, ma bisogna pensare che le risorse pubbliche vanno gestite con oculatezza. Un imprenditore quando realizza investimenti è attento al costo complessivo e non comincia a produrre tagliando gli stipendi ai dipendenti. La Regione è simile: non può finanziare opere utilizzando risorse che si procura tagliando servizi essenziali ai cittadini”.

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