Quali sono i “Valori dell’Occidente”?

Spesso sentiamo dire che "bisogna difendere i valori dell'Occidente" o i "valori comuni dei Paesi UE". Ma a quali valori si fa riferimento? Siamo sicuri che abbiamo gli stessi valori di riferimento?

Ogni giorno sentiamo appelli a compattarsi per difendere i cosiddetti “valori dell’Occidente”. Parole pronunciate con solennità, come se evocassero un patrimonio condiviso, radicato nella storia e nelle coscienze dei popoli che hanno costruito la civiltà europea e americana.

Ma quando mi fermo a riflettere su quali siano oggi questi valori, non posso fare a meno di constatare una verità dolorosa: ciò che viene celebrato e imposto come nuovo canone dell’Occidente non ha nulla a che fare con la nostra eredità culturale, spirituale e politica.

I “nuovi valori occidentali” come dogmi ideologici

I cosiddetti “valori occidentali”, nella loro versione contemporanea, si riducono a dogmi imposti dal pensiero unico progressista:

  • La celebrazione della Shoah come evento fondativo dell’etica laica;
  • L’affermazione della gender theory attraverso il gay pride;
  • Lo scientismo che marginalizza la dimensione spirituale;
  • Il positivismo giuridico che separa il diritto dalla morale naturale;
  • Il sincretismo religioso che nega la verità del cristianesimo;
  • L’ecologismo come nuova religione;
  • L’immigrazionismo come dogma incontestabile;
  • Il libertinismo come presunta liberazione morale;
  • La pornografia spacciata per libertà individuale;
  • L’aborto e l’eutanasia come diritti umani;
  • Le droghe leggere come strumento di emancipazione.

Se questi sono i valori dell’Occidente, allora io non mi riconosco in essi.

I valori in cui ancora molti credono

E come me, molti altri che ancora credono:

  • nell’ordine naturale;
  • nella legge divina;
  • nella vita e nella famiglia come valori non negoziabili;
  • nella sovranità dei popoli;
  • nella libertà autentica: non come autodeterminazione assoluta, ma come compimento della propria vocazione nel rispetto del bene comune.

L’Occidente autentico

L’Occidente che dovremmo difendere non è questo simulacro decadente, partorito da un’ideologia nichilista. Non è l’Occidente che svuota la civiltà delle sue fondamenta, sostituendole con dogmi fluidi, imposti da élite scollegate dal popolo.

L’Occidente autentico è quello forgiato da:

  • secoli di cristianesimo;
  • filosofia classica;
  • diritto naturale;
  • arte e cultura elevate dal desiderio di trascendenza.

La civiltà europea non è nata sulla preminenza dei diritti individuali scollegati dalla verità, ma sulla tensione tra libertà e responsabilità, tra diritto e giustizia, tra autorità e verità.

La nuova religione secolare

Oggi ci viene chiesto di inginocchiarci davanti a una religione secolare che ha:

  • sostituito la Croce con la bandiera arcobaleno;
  • la teologia con la climatologia dogmatica;
  • la famiglia con unioni fluide;
  • la virtù con il desiderio;
  • il bene comune con l’individualismo estremo.

Riconquistare l’essenza dell’Occidente

Non possiamo difendere l’Occidente, se prima non lo riconquistiamo nella sua essenza. Questo significa:

  • rifiutare le narrazioni imposte dal nuovo ordine;
  • respingere la demolizione sistematica dell’identità;
  • ricostruire una coscienza comune fondata sulla verità.

Significa:

  • riaffermare la centralità della fede cristiana nella vita pubblica;
  • difendere la famiglia naturale come cellula fondante della società;
  • ristabilire un ordine giuridico fondato sulla giustizia;
  • proteggere i popoli da un globalismo spersonalizzante.

Conclusione

Compattarsi per difendere i “valori dell’Occidente”?

Sì. Ma non quelli posticci, svuotati e riscritti dalle nuove oligarchie globaliste. Bensì quelli veri, che affondano le radici in una tradizione millenaria, che oggi più che mai dobbiamo:

  • riscoprire,
  • proteggere,
  • tramandare.

Se vogliamo che la nostra civiltà sopravviva, dobbiamo avere il coraggio di dire con chiarezza:

I nostri valori sono altri. E non li baratteremo per un posto al tavolo dei potenti.

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