24 Marzo 2026
(Arv) Venezia, 24 Marzo 2026
“Il risultato del referendum riapre la questione settentrionale. C’è un’evidente distanza tra il risultato di regioni come il Veneto, la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia, e il Centro Italia e il Meridione. Una politica seria deve prenderne atto. Spiace dissentire dal pensiero unico, ma la questione settentrionale, soprattutto veneta, non è mai stata seriamente affrontata né lontanamente risolta. La Lega Nord (che non esiste più) ha fatto di tutto per svilirla, camuffarla e governarla, ma per nasconderla in una richiesta di autonomia differenziata che non porta a niente.”
Lo dichiara Riccardo Szumski, consigliere regionale di Resistere Veneto.
“La questione settentrionale – ricorda il consigliere regionale – era stata seppellita ancora prima del leader che ne aveva fatto motivo di lotta politica. Seppellita nell’amministrazione di routine della Regione e di tanti comuni. La specificità del Nord salta fuori dal cuore del popolo in voti come questo referendum, ma poi viene dimenticata nella politica quotidiana dagli eletti da quello stesso popolo. Il tema è quanto mai vivo, soprattutto in un Veneto che tocca con mano l’insignificanza politica anche dopo decenni di governo locale. Il centralismo burocratico non ha mai mollato e piuttosto ha creato un labirinto di Lea, Lep, Clep, Copaff e quant’altro pur di non parlare mai più di federalismo e sussidiarietà. I comuni sono stati spogliati progressivamente di risorse e invitati, addirittura, a unirsi. Non abbiamo più visto neppure uno straccio di riforma fiscale a favore dei territori. Non è in discussione il patto tra concittadini, ma la semplice organizzazione dello Stato che, così come ce la ritroviamo oggi, non è più adeguata. E’ totalmente disfunzionale soprattutto per le regioni più dinamiche del Paese. Serve una riforma radicale delle nostre istituzioni.”
“La questione va ripresa e riportata all’attenzione generale con il coinvolgimento di cittadini, istituzioni e parti sociali che abbiano mantenuto ancora il senso di un futuro degno – chiede Szumski – Oggi paghiamo ritardi indecorosi delle infrastrutture, una scuola implosa che sforna giovani che appena possono scappano all’estero, uno scenario demografico agghiacciante e un sistema sanitario in grandi difficoltà; e sono solo alcuni esempi e scempi prodotti in questi trent’anni ingloriosi.”
“Lavoro improbo? Certamente, ma questa palude è solo una recita di copioni inconcludenti!”, termina Riccardo Szumski.




