25 febbraio 2026
(Arv) Venezia, 25 febbraio 2026
“Ho appreso oggi, nel corso della Quinta commissione consiliare, durante l’audizione delle associazioni che si occupano di residenze per anziani, non autosufficienti e disabili, che nella nostra regione c’è una situazione drammatica. Serve un nuovo approccio più consapevole, per niente ideologico e che permetta di mettere tutti in condizione di assicurare un servizio che altrimenti non sarà più possibile affrontare in modo sistemico. Solo in Veneto oggi si contano oltre 380mila ultra80enni e nel 2050 ce ne saranno quasi 700mila. Alle condizioni attuali, è un disastro annunciato”. Lo afferma il consigliere regionale Riccardo Szsumski (Resistere Veneto) che sottolinea: “Si valuti bene la quantificazione delle risorse e delle azioni per i prossimi anni. Chiederemo alla Giunta Stefani di impegnarsi per un Testo Unico sull’assistenza agli anziani perché siamo di fronte a un’accozzaglia di delibere che, a loro volta, devono essere interpretate e si finisce per danneggiare le famiglie, gli ospiti e anche gli operatori. Nella nostra regione accade che ogni Usl si fa le proprie regole e si verificano paradossi dove si finisce per avere, contemporaneamente, 10mila persone in lista d’attesa e posti vuoti. E anche se si riuscisse a ospitare tutti i richiedenti, non avremmo il personale sufficiente. Inammissibile! Il Veneto, inoltre, è l’unica Regione, con la Calabria e la Sicilia, a non aver portato avanti la riforma delle Ipab che, nel frattempo, sono diventate obsolete. Serve un approccio sistemico che metta in coordinamento chi gestisce, i comuni, le aziende sanitarie e, soprattutto, impedisca ad Azienda Zero di continuare interventi che non aiutano a risolvere, ma producono ancora più incertezze tra gli operatori”.
“Sicuramente il sistema pubblico per l’assistenza agli anziani, soprattutto i non-autosufficienti, ha bisogno di essere riordinato, snellito dalla burocrazia soffocante e rimodulato secondo l’andamento demografico da qui ai prossimi 30 anni – osserva il consigliere – ma anche il sistema privato dovrà fare lo sforzo di superare l’obiettivo del mero profitto e tornare ad assumersi anche consapevolezza di servizio pubblico. Serve un salto di mentalità. Credo che, su questo tema, più che contrapposizioni ideologiche servano confronti a tutti i livelli per ridare ai veneti la possibilità di un servizio di assistenza adeguato agli anziani e liberare tutti da rette sempre più care, grovigli burocratici e normative assurde che si sovrappongono senza logica, moltiplicando i costi e rallentando ogni iniziativa di miglioramento”.
“Chiediamo alla nuova Giunta Stefani di fare quello che ha omesso di fare, o “incasinato”, la Giunta Zaia” conclude Szumski.




