Trasporto pubblico, deve unire il Veneto e non creare nuovi squilibri

10 Luglio 2026
(Arv) Venezia, 10 Luglio 2026

“Il dibattito nato attorno ai nuovi bacini del trasporto pubblico locale dimostra ancora una volta un problema che denunciamo da anni: il Veneto continua ad essere amministrato attraverso logiche prevalentemente centralistiche, mentre avrebbe bisogno di una vera programmazione costruita sui territori”. Sono le parole del consigliere regionale Riccardo Szumski (Resistere Veneto) che spiega: “Non ci interessa alimentare guerre di campanile tra Treviso, Padova, Vicenza o Belluno. Sarebbe un errore. Il trasporto pubblico deve essere organizzato seguendo i flussi quotidiani delle persone, degli studenti e dei lavoratori, non gli equilibri politici del momento. Se esistono dati che dimostrano che determinati collegamenti funzionano meglio con un diverso assetto, questi dati devono essere messi sul tavolo con la massima trasparenza. Se invece le decisioni vengono percepite come imposte dall’alto, senza un reale coinvolgimento delle province e dei comuni, è inevitabile che nascano tensioni e contrapposizioni”.

“Da tempo sosteniamo che il Veneto deve essere governato come una rete di territori complementari – sottolinea Szumski – e non come una periferia di un unico asse centrale. Lo abbiamo scritto anche nel percorso della Costituente del Veneto: servono istituzioni regionali che valorizzino tutte le aree, dalle Dolomiti alla pianura, dalla costa fino alle province più periferiche. Per questo riteniamo che la riorganizzazione dei bacini debba essere verificata attentamente sulla base di criteri oggettivi: tempi di percorrenza, integrazione ferro-gomma, servizi per studenti e pendolari, sostenibilità economica e qualità dell’offerta. Se da questa verifica emergeranno criticità, la Regione dovrà avere il coraggio di correggere il tiro”.

“Il nostro obiettivo – conclude Szumski – non è difendere un confine amministrativo piuttosto che un altro, ma garantire ai cittadini un servizio migliore. Un autobus che arriva puntuale vale più di qualsiasi disputa geografica”.

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