15 febbraio 2026
(Arv) Venezia, 15 febbraio 2026
“Non siamo contrari a priori a interventi per le infrastrutture stradali, ma riteniamo sia buon senso investire le risorse pubbliche, che sono sempre scarse, per migliorare la rete viaria esistente e poi pensare alle grandi e nuove opere. Questo perché qualche lezione bisognerebbe averla assimilata, dopo le esperienze della Pedemontana Veneta, che ci costa un occhio della testa, la Romea sempre più pericolosa, o anche del famigerato Ponte sullo Stretto, che tanto prima di arrivarci, ce ne vuole, se si percorre la Salerno-Reggio Calabria”. Così il capogruppo Riccardo Szumski (Resistere Veneto) che aggiunge: “Non capisco cosa ci sia di trionfalistico, e lo chiedo al collega Roberto Barbisan, nel fatto che il Consiglio della Provincia autonoma di Trento abbia approvato una mozione per il collegamento a nord della Valdastico. Cosa se ne fanno i veneti della Valdastico Nord se si ingolfano tra Padova e Castelfranco? Come arrivano a Trento se il traffico sulla Romea oltre a essere lento è anche pericoloso? Piuttosto, vanno potenziati i nodi di collegamento di Verona, della Pedemontana, del bellunese e di Valdastico e rafforzati i collegamenti stradali delle aree del sud della regione. Se guardassi la realtà di tutti i giorni, non sarei così soddisfatto di annunci mirabolanti come quelli dei colleghi Barbisan e De Berti. Dopo dieci anni come assessore alle infrastrutture, ora, la consigliera delegata del Presidente Stefani parla ancora di holding autostradale con A4 Brescia-Padova e CAV, come se non avessimo capito che è un espediente per prendere i soldi da questa cassa e pagare il buco della Pedemontana fino al 2060. Non serve un gestore unico, serve un progetto complessivo e sono convinto che la Valdastico Nord non sia una priorità anche perché, negli anni, i costi del progetto si sono triplicati. Si deve anche completare la Tav Verona-Padova e l’ingresso a Nord di Verona, con la definizione del nodo Est. Quando nel 2032 aprirà il tunnel di base del Brennero, il traffico merci crescerà. Ricordo che la bretella ferroviaria per Tessera è ferma per problemi dell’azienda che la costruiva. Nel vicentino le imprese protestano da mesi per la mancata elettrificazione della Vicenza-Schio, per non parlare della Cerea-Isola della Scala e del raddoppio della Maerne-Castelfranco. Poi il completamento del cantiere sull’A4 Ve-Ts per la terza corsia”.
“Dico al Presidente Stefani di dare una regolata agli annunci e di concentrarsi sul sistema viario e ferroviario veneto che va concretamente sistemato. Non abbiamo bisogno di rilanci finanziari per buttare avanti la palla. Chiederò al Presidente una revisione delle priorità infrastrutturali viarie, ma con attenzione dettagliata sulla manutenzione dell’esistente rispetto a progetti di “grandi e nuove opere” e soprattutto di “ripulire” le strade venete dalle code e dalle attese estenuanti: ci sono tratti dove nelle ore di punta si formano colonne chilometriche ogni giorno” conclude Szumski.




