13 Marzo 2026
(Arv) Venezia, 13 Marzo 2026
“Resistere Veneto ha depositato in Consiglio Regionale una mozione che chiede la gestione pubblica autonoma delle centrali idroelettriche regionali e la redistribuzione dei relativi proventi a favore delle comunità locali, delle famiglie e delle imprese”. A comunicarlo i consiglieri regionali di Resistere Veneto, Riccardo Szumski e Davide Lovat che aggiungono: “Si tratta di un sistema che è già molto praticato in Friuli Venezia Giulia e in Trentino Alto Adige, e che vorremmo vedere realizzato anche in Veneto”.
“Vogliamo impegnare la Giunta regionale ad avviare un’analisi tecnica, giuridica ed economica sulle forme di gestione pubblica degli impianti idroelettrici; a verificare la fattibilità della costituzione di una società energetica regionale a totale partecipazione pubblica veneta, aperta soprattutto agli enti locali e alle comunità montane e assumere un ruolo diretto nella gestione delle concessioni in scadenza. Pensiamo – commentano i consiglieri – che in questo modo si possa destinare una quota significativa dei proventi idroelettrici allo sviluppo dei territori montani, con particolare riguardo alla provincia di Belluno e promuovere una strategia energetica regionale orientata all’autosufficienza”.
“La proposta di Resistere Veneto – spiegano i consiglieri – muove da una premessa storica e territoriale precisa: la provincia di Belluno e più in generale le valli alpine venete hanno sempre sostenuto il peso maggiore dello sviluppo idroelettrico dell’intero Paese, attraverso profonde trasformazioni ambientali, la costruzione di dighe e invasi e sacrifici collettivi – tra cui il disastro del Vajont del 1963 – senza che a questo contributo sia corrisposta una restituzione adeguata in termini economici e di sviluppo locale. Le comunità montane continuano a fare i conti con spopolamento, carenze infrastrutturali e marginalità economica”.
“Il contesto normativo – aggiunge Riccardo Szumski – rende la mozione particolarmente tempestiva: nei prossimi anni giungeranno a scadenza numerose concessioni per grandi derivazioni idroelettriche nel territorio regionale. La legge attribuisce alle Regioni competenze rilevanti nella definizione delle modalità di assegnazione, aprendo la possibilità di optare per forme di gestione pubblica o a forte partecipazione pubblica, in alternativa al semplice rinnovo ai concessionari privati uscenti”.




