Dichiarazione del veneto quale “regione antinazista” e richiesta di istituzione di una moratoria permanente sulle pratiche biopolitiche ed eutanasiche ispirate a logiche eugenetiche
PREMESSO CHE:
- il 27 gennaio ricorre il Giorno della Memoria, istituito per ricordare la Shoah e tutte le vittime del sistema concentrazionario e di sterminio nazionalsocialista;
- lo sterminio degli ebrei, dei rom, degli slavi e di altri popoli fu preceduto e reso possibile da una precedente eliminazione sistematica dei più fragili attraverso il programma Aktion T4, che portò all’uccisione di disabili, malati psichici, anziani non autosufficienti e persone ritenute “inermi” o “inutili” dalla società;
- l’Aktion T4 non fu una deviazione accidentale, ma l’applicazione coerente di una visione del mondo fondata sulla selezione biologica, sull’utilitarismo sociale e sulla negazione della pari dignità di ogni essere umano;
CONSIDERATO CHE:
- alla base dell’ideologia nazionalsocialista vi fu una concezione dell’uomo ridotto a semplice materiale biologico, classificabile in categorie di valore (come, per esempio, “superuomo” e “subumano”), derivata da un pensiero filosofico e scientista che negava il diritto naturale e la trascendenza della persona;
- come mostrato dalla riflessione di Adorno e Horkheimer, la razionalità tecnica, svincolata da ogni fondamento etico, conduce alla trasformazione dell’uomo in oggetto, rendendo possibile l’amministrazione della morte come fatto burocratico;
- Augusto Del Noce ha dimostrato come il nichilismo e il materialismo producano una società in cui ogni limite morale viene dissolto e in cui la tecnica diventa il nuovo potere sovrano;
- Pier Paolo Pasolini ha denunciato il sorgere di un “nuovo fascismo” fondato sull’omologazione, sul consumismo e sulla riduzione dell’uomo a funzione economica e biologica;
RILEVATO CHE:
- il Veneto è storicamente erede della civiltà giuridica, sociale e cristiana della Serenissima Repubblica di Venezia, fondata sulla centralità della persona, sul diritto naturale, sulla comunità e sulla limitazione del potere;
- tale tradizione è per sua natura incompatibile con ogni forma di eugenetica, selezione della vita, classificazione della dignità umana, utilitarismo antropologico e riduzione dell’uomo a oggetto di gestione tecnica;
RITENUTO CHE:
- oggi si diffondono pratiche e concezioni – sotto forme apparentemente umanitarie o terapeutiche – che ripropongono la logica dell’indegnità di vivere, del diritto a morire e della valutazione qualitativa dell’esistenza;
- tali concezioni costituiscono una evidente e allarmante continuità ideologica con quelle che, nel Novecento, condussero alla tragedia dell’Aktion T4 e poi allo sterminio di massa, continuità tanto più preoccupante quanto accompagnata spesso da totale inconsapevolezza;
- il Giorno della Memoria deve essere una ricorrenza viva, capace di incidere sul presente e non un semplice rito commemorativo;
dichiara solennemente
- il Veneto “Regione Antinazista”, in quanto fondata sul riconoscimento della dignità intrinseca, inalienabile e uguale di ogni essere umano, indipendentemente da condizioni fisiche, psichiche, sociali o anagrafiche;
si impegna
- a promuovere una cultura della vita, della cura e della solidarietà verso i più fragili, quali disabili, anziani, malati cronici e psichiatrici, riconoscendoli come patrimonio umano e non come problema gestionale, sia con specifica legge regionale, sia attraverso riferimenti a questi principi da inserire nelle norme vigenti;
- ad approvare norme regionali che istituiscano iniziative formative e culturali le quali, a partire dalla memoria dell’Aktion T4 e della Shoah, mettano in luce i legami tra ideologie tecnocratiche, nichilismo, eugenetica e totalitarismo;
impegna
il Presidente del Consiglio regionale ed i Presidenti di Commissione consiliare a dare carattere di priorità all’iter legislativo delle norme di cui al dispositivo precedente;
impegna la Giunta regionale del Veneto
- a farsi promotrice in tutte le sedi competenti dell’istituzione di una moratoria permanente su tutte le pratiche, i protocolli sanitari e le politiche pubbliche che, direttamente o indirettamente, introducano criteri di selezione, esclusione o soppressione della vita umana sulla base di utilità, qualità, efficienza o costi sociali;
- ad escludere dall’ordinamento e dalla programmazione sanitaria regionale ogni forma di eutanasia, suicidio medicalmente assistito, sospensione intenzionale di cure vitali o trattamenti volti a provocare la morte;
- a riferire annualmente al Consiglio regionale, in occasione del 27 gennaio, sulle azioni intraprese per rendere effettivo l’impegno del Veneto sui punti precedenti e per rendere effettivo il riconoscimento universale del Veneto quale regione antinazista;
dispone
la trasmissione della presente risoluzione a:
- Presidente del Consiglio dei ministri;
- Ministro della Salute e Ministro dell’istruzione e del merito;
- Presidenti di Camera dei deputati e Senato della Repubblica;
- Conferenza delle Regioni e delle Province autonome;
- Istituto nazionale per la Memoria del Novecento.
Riccardo Szumski
Davide Lovat





