23 Marzo 2026
(Arv) Venezia, 23 Marzo 2026
“La Mozione n. 1 della XII Legislatura regionale, prima proposta presentata da Resistere Veneto, giace ancora senza discussione da quasi quattro mesi. Allo stesso tempo, sono sicuro che il 25 marzo, ricorrenza della fondazione di Venezia (421 d.C.), in tanti dichiareranno il loro legame identitario e rivendicheranno (inesistenti) primati politici”. Sono le parole del consigliere regionale Riccardo Szumski (Resistere Veneto) che ricorda: “Io e il consigliere Lovat abbiamo chiesto alla Regione del Veneto di attivarsi per estendere alle Città metropolitane – con particolare riferimento a Venezia – le stesse forme di autonomia già previste per Roma Capitale. Il Consiglio, che già si riunisce raramente, tace con un silenzio assordante: un silenzio che è una risposta politica di chi non ha neppure il coraggio di esplicitarla. Chi da anni riempie i palchi di parole come identità e autonomia, nel momento in cui si tratta di votare un atto semplice, lineare, pubblico, si blocca. Questo procrastinare la discussione della nostra mozione non è dovuto all’imponderabile. È una scelta politica ed è un “no” a Venezia e ai veneti”.
“Nel frattempo – continua il consigliere – a Roma il provvedimento corre: la Commissione Affari Costituzionali della Camera ha già approvato il disegno di legge che trasformerebbe la Capitale in un’entità con poteri e risorse da vera e propria Regione. E nessun parlamentare veneto, di nessuna forza di governo – né regionale, né nazionale – ha ritenuto di presentare un emendamento per portare nella stessa direzione anche Venezia. Il problema politico è evidente: la Lega porta l’autonomia come bandiera storica; il Partito Democratico la mette oggi addirittura al centro della campagna per il sindaco di Venezia con Andrea Martella. Eppure, la nostra mozione in Consiglio regionale scivola inesorabilmente avanti negli ordini del giorno. Ritengo che questi mezzucci siano significativi della mancanza di volontà politica di assumere in pieno atti concreti che vadano nella direzione delle aspirazioni, delle necessità e delle esigenze dei veneti. Resistere Veneto porterà avanti ogni iniziativa possibile – proposte, azioni di stimolo, informazione pubblica e mobilitazione diretta dei cittadini – per sostenere il riconoscimento concreto delle aspirazioni del territorio veneto. La festa del Popolo Veneto deve essere una festa politica di ciò che vogliamo essere; dei nostri valori, del nostro progetto comune e della nostra narrazione. E anche una festa per un federalismo rifondativo di questo Stato sempre più lontano dai cittadini, con istituzioni regionali diventate centri di trasmissioni mediatiche. Noi vogliamo un vero regionalismo e una vera democrazia. La prudenza è l’alibi dei vigliacchi: è tornata l’ora di resistere a questa deriva politica e di riprendere in mano il proprio destino. I veneti rifiutano di arrendersi. Lo dimostra anche il voto al referendum di oggi. Un voto che ci rafforza nella convinzione di una diversità di visioni rispetto alle altre regioni. Noi vogliamo un sistema giuridico-istituzionale moderno, il superamento del centralismo burocratico e ribadiamo la volontà indipendentista”. “Chiedo, infine, al Presidente Stefani se questo sia il modello di ascolto promesso. I veneti hanno abbondantemente urlato già nel referendum del 22 ottobre 2017 che cosa vogliono. Non serve interpretarli, serve rispondere. E serve adesso, non quando l’iter di Roma sarà concluso e ogni intervento sarà inutile”, conclude Szumski.




