Fondi UE e cultura, risoluzione per pluralismo e libertà di espressione

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

DODICESIMA LEGISLATURA
RISOLUZIONE n.35

TUTELA DEL PLURALISMO CULTURALE, DELLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE E DELL’AUTONOMIA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI RISPETTO A FORME DI CONDIZIONAMENTO POLITICO ATTRAVERSO L’UTILIZZO DEI FONDI PUBBLICI EUROPEI

presentata il 16 luglio 2026 dai consiglieri Szumski e Lovat

Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:

– la Repubblica italiana riconosce nella cultura un elemento fondamentale della crescita civile, sociale ed economica delle comunità e tutela, attraverso i principi costituzionali, la libertà di manifestazione del pensiero, il pluralismo delle idee e il diritto dei cittadini a partecipare alla vita culturale del Paese;

– l’articolo 21 della Costituzione sancisce che «tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione»;

– il pluralismo culturale rappresenta uno dei fondamenti delle società democratiche e presuppone la possibilità di confronto tra differenti sensibilità, orientamenti e visioni del mondo;

– l’Unione europea, attraverso i propri programmi di finanziamento, svolge un ruolo significativo nel sostegno a iniziative culturali e artistiche realizzate negli stati membri;

– le risorse finanziarie dell’Unione europea derivano in larga parte dai contributi versati dagli stati membri e quindi dai cittadini europei, i quali hanno diritto a che tali fondi siano gestiti secondo criteri di trasparenza, imparzialità e rispetto dei principi democratici;

CONSIDERATO CHE:

– negli ultimi anni si è manifestata una crescente tendenza delle istituzioni europee ad utilizzare strumenti economici e finanziari come leva per orientare o condizionare scelte politiche, culturali e sociali degli stati membri e delle realtà territoriali;

– la cultura, per sua stessa natura, deve essere uno spazio libero di incontro, confronto e dialogo tra persone e popoli diversi e non può trasformarsi in uno strumento di omologazione ideologica o di selezione delle opinioni ammesse nello spazio pubblico;

– la decisione di revocare o condizionare finanziamenti pubblici destinati ad iniziative culturali in ragione delle scelte artistiche o delle presenze internazionali ospitate solleva interrogativi sul rapporto tra sostegno economico pubblico, autonomia culturale e libertà di espressione;

– nel caso della Biennale di Venezia e della riapertura del padiglione della Federazione russa, il dibattito pubblico ha evidenziato il rischio che le scelte culturali possano essere sottoposte a pressioni derivanti da valutazioni di natura politica e geopolitica;

– il confronto tra culture e popoli, anche nei momenti di grave tensione internazionale, costituisce storicamente uno degli strumenti più efficaci per mantenere aperti canali di dialogo e comprensione reciproca;

– nella lingua russa la parola “mir” significa “mondo” ma significa anche “pace”, con l’evidente conseguenza che l’aprirsi al confronto in ambito culturale significa aprire le porte alla pace;

RILEVATO CHE:

– una democrazia autenticamente pluralista deve essere in grado di tutelare non soltanto le opinioni e le sensibilità maggioritarie, ma anche quelle minoritarie o non conformi al pensiero dominante;

– il principio di neutralità nell’erogazione dei finanziamenti pubblici deve impedire che le risorse economiche vengano utilizzate per premiare o penalizzare determinate visioni culturali, artistiche o politiche;

– il principio di sussidiarietà, previsto dall’articolo 5 del Trattato sull’Unione europea, richiede che l’azione delle istituzioni sovranazionali rispetti il ruolo degli stati membri e delle comunità territoriali, evitando forme di accentramento che riducano gli spazi di autonomia democratica;

– la difesa dei valori europei non può coincidere con l’imposizione di un’unica lettura politica o culturale degli eventi, ma deve fondarsi sulla libertà di ricerca, sul confronto e sulla capacità di ospitare anche posizioni differenti;

esprime

– forte preoccupazione per ogni forma di condizionamento economico esercitato attraverso strumenti di finanziamento pubblico finalizzato a limitare l’autonomia delle istituzioni culturali e la libertà di espressione;

– la convinzione che il pluralismo culturale costituisca un patrimonio irrinunciabile delle società democratiche e che nessuna istituzione pubblica, nazionale o europea, debba trasformare i finanziamenti culturali in strumenti di indirizzo ideologico;

– la necessità che le istituzioni europee riaffermino il valore del confronto libero tra culture e popoli, anche nei momenti di conflitto internazionale;

impegna la Giunta regionale

1) a rappresentare presso il Governo della Repubblica e nelle sedi istituzionali competenti la necessità che i programmi europei di sostegno alla cultura siano fondati su criteri esclusivamente trasparenti, oggettivi e verificabili, senza forme di condizionamento politico o ideologico;

2) a promuovere una riflessione sul rapporto tra finanziamenti pubblici europei e libertà culturale, affinché le risorse destinate alla cultura non divengano strumenti di pressione nei confronti delle istituzioni artistiche e culturali;

3) a sostenere il principio secondo cui il dialogo culturale e artistico tra popoli rappresenta uno strumento di pace e comprensione reciproca e non deve essere sacrificato in nome di contrapposizioni politiche contingenti;

4) a chiedere al Governo italiano di farsi promotore, nelle sedi europee, di un rafforzamento delle garanzie di pluralismo, trasparenza e imparzialità nella gestione dei fondi comunitari destinati alla cultura;

5) a ribadire che il Veneto, quale terra di cultura, incontro tra popoli e civiltà e storicamente vocata al dialogo internazionale, considera la libertà culturale e il confronto delle idee principi fondamentali della convivenza democratica e la pace.

Riccardo Szumski

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