Chat Control, no al controllo delle conversazioni private

15 Luglio 2026
(Arv) Venezia, 15 Luglio 2026

“Abbiamo presentato una risoluzione che impegna la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo affinché l’Italia si opponga, nelle sedi dell’Unione europea, a qualsiasi proposta che introduca forme di controllo preventivo e generalizzato delle comunicazioni elettroniche, riaffermando la tutela della libertà e della segretezza delle comunicazioni sancita dall’articolo 15 della Costituzione”. Lo annunciano i consiglieri regionali del gruppo Szumski Resistere Veneto, Riccardo Szumski e Davide Lovat, che spiegano: “La tutela dei minori e il contrasto alla pedopornografia rappresentano obiettivi che nessuno mette in discussione, ma uno Stato di diritto si misura proprio nella capacità di difendere contemporaneamente la sicurezza e le libertà fondamentali. Non possiamo accettare che, nel nome di una finalità certamente condivisibile, si introducano strumenti che rischiano di sottoporre milioni di cittadini a una forma di sorveglianza preventiva delle comunicazioni private. I criminali devono essere perseguiti con indagini mirate, autorizzate dall’autorità giudiziaria e nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali, non trasformando ogni cittadino in un potenziale sospettato”.

“Con questa risoluzione – aggiungono i due consiglieri – vogliamo anche richiamare l’attenzione sul metodo con cui vengono assunte decisioni europee destinate a incidere su diritti fondamentali. È indispensabile che vi sia la massima trasparenza, un reale coinvolgimento delle assemblee rappresentative e il pieno rispetto del principio di sussidiarietà. L’Europa sarà tanto più credibile quanto più saprà rispettare le Costituzioni degli Stati membri, le autonomie democratiche e le libertà individuali dei cittadini”.

“Il Veneto può e deve far sentire la propria voce. Difendere la segretezza delle comunicazioni non significa ostacolare la giustizia, ma riaffermare un principio essenziale della nostra democrazia: i diritti fondamentali non possono essere compressi attraverso forme di controllo generalizzato, ma limitati solo nei casi e con le garanzie previste dalla Costituzione. È questo il messaggio che chiediamo alla Giunta regionale di portare al Governo e, attraverso di esso, nelle istituzioni europee”, concludono Szumski e Lovat.

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