18 Luglio 2026
(Arv) Venezia, 18 Luglio 2026
“I nodi, finalmente, vengono al pettine. E sono nodi dolorosi, che pesano come macigni sulle tasche dei cittadini. La parifica del Rendiconto generale 2025 da parte della Corte dei conti certifica in modo inequivocabile il fallimento della trionfalistica amministrazione targata Luca Zaia, lasciandoci in dote oltre un miliardo di debiti complessivi, perdite strutturali e promesse sistematicamente smentite dai fatti. Come Gruppo consiliare Resistere, abbiamo il dovere di analizzare con estremo realismo le grandi questioni che oggi soffocano la nostra terra, a partire dal bluff delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, spacciate per anni come un’operazione a costo zero ma che già il Rendiconto prevedeva a debito per 137 milioni. I magistrati contabili hanno squarciato questo velo di propaganda: la Fondazione Milano Cortina chiuderà in pesante deficit strutturale, i cui costi reali ricadranno interamente sugli enti locali e sulla testa dei cittadini, mentre le spese per le infrastrutture collegate continuano a lievitare senza sosta, drenando risorse vitali ai servizi di prossimità.”
Lo denunciano i consiglieri regionali di Resistere Veneto Riccardo Szumski e Davide Lovat.
“Altrettanto drammatico, e gestito attraverso contratti di concessione capestro ereditati dal passato, è il capitolo della Superstrada Pedemontana Veneta – rincarano i consiglieri – Solo nel 2025, la gestione della SPV ha accumulato perdite strutturali pari a 176 milioni di euro. L’aumento dei pedaggi stradali una vera e propria tassa occulta sulle famiglie e sulle nostre imprese non basta assolutamente a colmare questo deficit, costringendo l’amministrazione a sottrarre continuamente fondi dal bilancio ordinario per destinarli a ripianare questo insaziabile buco nero che vedeva già previsti nel rendiconto 50 milioni di debito.
Questa emorragia di denaro pubblico, sacrificato sull’altare delle grandi opere, si traduce direttamente nel collasso non solo delle politiche sanitarie, ambientali, sociali, ma anche di quelle abitative. È proprio a causa di queste priorità di bilancio totalmente distorte che oggi il Veneto si trova a fare i conti con il dramma di ben 7.800 alloggi ATER lasciati completamente inagibili per mancanza di manutenzioni e ristrutturazioni. Parliamo di un patrimonio pubblico immenso che avrebbe dovuto essere messo tempestivamente a disposizione dei cittadini, delle giovani famiglie e degli anziani in difficoltà economica, e che invece resta colpevolmente sbarrato mentre la domanda di edilizia residenziale pubblica continua a salire.”
“È lo specchio fedele di una gestione che preferisce i grandi cantieri d’immagine ai bisogni quotidiani della popolazione – osservano gli esponenti di Resistere Veneto – Come rappresentanti dei cittadini, e con l’esperienza di chi vive quotidianamente le criticità del territorio, anche dal punto di vista medico, non possiamo tollerare che lo stesso inganno contabile venga applicato al nostro bene più prezioso, ovvero la salute della popolazione. Nel rendiconto si esibisce un utile d’esercizio di circa 529 mila euro per Azienda Zero, sostenendo che tale holding ha “ripianato” i 517 milioni di perdite complessive delle singole Ulss territoriali. Ma la salute si misura con l’efficienza dei servizi, non con gli artifici di bilancio. La realtà racconta una storia fatta di carenza cronica di personale, pronto soccorso desertificati e liste d’attesa interminabili, una situazione di fronte alla quale i 42 milioni di euro straordinari stanziati dalla Regione si sono rivelati del tutto insufficienti. Anzi, proprio su questo fronte denunciamo con forza un dato emblematico e inaccettabile: ben 20 milioni di quei fondi pubblici sono finiti direttamente nelle casse della sanità privata convenzionata. Questa non è programmazione, ma una sistematica abdicazione del ruolo istituzionale da parte di chi decide di sussidiare i privati anziché ristrutturare e valorizzare la sanità pubblica territoriale, i medici e i presidi locali.”
“Il nuovo Presidente della Regione, Alberto Stefani, si trova oggi a dover amministrare queste pesanti macerie finanziarie e gestionali lasciate dal suo predecessore. Pur comprendendo la sua difesa d’ufficio in Aula nel parlare di un “bilancio in ordine”, diciamo chiaramente a Stefani che non è più tollerabile alcuna continuità con gli errori del passato. Serve un netto ed evidente cambio di marcia, una discontinuità reale nelle politiche economiche, infrastrutturali e sanitarie – mettono in chiaro Szumski e Lovat – Il nostro Gruppo consiliare manterrà nell’Aula di palazzo Ferro Fini la consueta vigilanza rigorosa, disponibili ad offrire il nostro contributo con spirito costruttivo; del resto, la nostra attività dai banchi di minoranza ha già dimostrato di saper tracciare rotte lungimiranti, lanciando la proposta in sede di approvazione di bilancio della costituzione di una vera Costituente per l’Autogoverno che ha saputo raccogliere l’attenzione e la pubblica apertura dello stesso Presidente Stefani. Sia chiaro, però, che la nostra disponibilità al dialogo non va confusa con l’accondiscendenza verso decisioni preconfezionate della maggioranza. Chi siede sui banchi del governo regionale troverà in noi interlocutori leali e intellettualmente onesti, ma sempre fieri custodi della nostra autonomia e consapevoli del valore prezioso delle nostre competenze amministrative e scientifiche.”
“Se il Presidente Stefani vorrà davvero invertire la rotta, smantellare il centralismo soffocante e rimettere al centro i territori con i loro bisogni reali, noi siamo pronti a fare la nostra parte e a confrontarci seriamente – assicurano Riccardo Szumski e Davide Lovat – Il tempo delle scuse e della propaganda è scaduto, la nostra porta è aperta per costruire risposte concrete e trasparenti per i cittadini.”




