CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DODICESIMA LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA n.150
SOSTANZE PERFLUOROALCHILICHE (PFAS) E ACIDO PERFLUOROBUTANOICO (PFBA) NELLA CATENA AGROALIMENTARE DEL VENETO: MONITORAGGIO DEGLI ALIMENTI, TUTELA DELLE PRODUZIONI AGRICOLE E RISCHI PER LA SALUTE
presentata il 29 luglio 2026 dai consiglieri Szumski e Lovat
Premesso che:
– la contaminazione da sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) costituisce una delle più rilevanti emergenze ambientali e sanitarie del Veneto e interessa in particolare le acque sotterranee e gli acquiferi delle province di Vicenza, Verona e Padova;
– la Regione del Veneto ha progressivamente esteso la sorveglianza alla filiera agroalimentare, riconoscendo la possibilità di trasferimento dei PFAS dall’ambiente agli alimenti;
– con deliberazione della Giunta regionale 29 dicembre 2023, n. 676 è stato approvato il Piano di sorveglianza dei PFAS nei prodotti agroalimentari della zona rossa e della zona arancione: alimenti di origine vegetale;
– il rapporto Regione – Istituto superiore di sanità presentato nel luglio 2026 ha analizzato 703 campioni di prodotti di origine animale provenienti da 156 aziende, rilevando 18 campioni con valori superiori ai tenori massimi e 8 aziende con superamenti dei limiti per acido perfluoroottanoico (PFOA) o perfluoroottansolfonato (PFOS). Il rapporto evidenzia inoltre una correlazione tra contaminazione degli alimenti e contaminazione dell’acqua di abbeveraggio, in particolare per l’utilizzo di acqua di pozzo non filtrata;
– lo stesso studio ha analizzato 14 PFAS, tra cui PFOA, PFOS, GenX e C6O4, ma non indica il PFBA tra le sostanze ricercate negli alimenti di origine animale;
– la Regione ha comunicato il 28 luglio 2026 che il Piano di sorveglianza sarà completato con i dati relativi alle filiere vegetali, attualmente oggetto di analisi;
– studi scientifici dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie hanno inoltre approfondito gli effetti dei PFAS a catena corta sul neurosviluppo, evidenziando la necessità di ampliare la conoscenza sugli effetti delle diverse molecole appartenenti a questa famiglia;
– nel territorio vicentino è inoltre presente il PFBA, oggetto di monitoraggio ambientale in relazione anche a siti di deposito di terre e rocce da scavo.
Considerato che:
– la tutela della sicurezza alimentare richiede un approccio integrato che consideri l’intera catena suolo-acqua-produzione agricola-allevamento-alimento;
– la sola verifica del rispetto dei limiti di legge non consente di conoscere pienamente i valori effettivamente riscontrati, la distribuzione territoriale, concentrazioni e andamento della contaminazione.
Tutto ciò premesso, i sottoscritti consiglieri interrogano la Giunta regionale per sapere:
1) a che punto sia l’attuazione del Piano di sorveglianza sui prodotti vegetali e quanti campioni siano stati prelevati e analizzati, indicando colture e comuni interessati;
2) quali siano i risultati analitici completi delle filiere vegetali e quali PFAS siano inclusi nel relativo pannello analitico;
3) se il PFBA sia ricercato negli alimenti vegetali e di origine animale e, in caso negativo, per quali motivi;
4) se siano stati effettuati controlli coordinati su acque di irrigazione, pozzi agricoli, terreni, colture, foraggi e mangimi, verificando il trasferimento dei PFAS e del PFBA nella catena alimentare;
5) se nelle aree interessate dalla presenza di PFBA nei suoli e nelle falde, comprese quelle interessate dalla gestione delle terre e rocce da scavo, siano stati verificati eventuali effetti sulle produzioni agricole;
6) se la Regione intenda estendere sistematicamente il monitoraggio a PFBA e altri PFAS a catena corta ed emergenti, anche alla luce delle evidenze scientifiche sui possibili effetti sul neurosviluppo;
7) se intenda pubblicare i dati analitici disaggregati per matrice, Comune, sostanza e concentrazione e istituire un sistema permanente di sorveglianza “One Health”, integrando ambiente, sicurezza alimentare, salute animale e salute umana.
Riccardo Szumski





