CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
DODICESIMA LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA n.153
IMPIANTO BESS (BATTERY ENERGY STORAGE SYSTEM - SISTEMA DI STOCCAGGIO ENERGETICO IN BATTERIA) STAND-ALONE DA 72 MEGAWATT (290 MEGAWATTORA) NEL COMUNE DI SANDRIGO (VI) - PRATICA BESS 07-2025: RISCHI IDROGEOLOGICI, AMBIENTALI E DI TUTELA DELLE FALDE DESTINATE ALL’APPROVVIGIONAMENTO IDROPOTABILE
presentata il 30 luglio 2026 dai consiglieri Szumski e Lovat
Premesso che:
– la società (…), ha presentato alla Regione del Veneto istanza di autorizzazione unica, ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 25 novembre 2024, n. 190 (Disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in attuazione dell’articolo 26, commi 4 e 5, lettera b) e d), della legge 5 agosto 2022, n. 118), per la realizzazione nel comune di Sandrigo (VI) di un impianto BESS (battery energy storage system – sistema di stoccaggio energetico in batteria) stand-alone della potenza di 72 megawatt e capacità di circa 290 megawattora, oltre alle opere connesse;
– la Giunta comunale di Sandrigo, con deliberazione 16 luglio 2026, n. 83 ha approvato uno schema di convenzione che prevede compensazioni complessive per 3.746.589,00 euro, corrisposte in 25 annualità, con un importo minimo garantito di 90.000,00 euro annui nei primi sette anni e una fideiussione di 300.000,00 euro;
– tali compensazioni economiche non sostituiscono le necessarie garanzie di sicurezza ambientale e territoriale, e gli interventi di mitigazione non sono posti a carico del proponente.
Considerato che:
– il territorio di Sandrigo si colloca in un sistema idrogeologico di particolare rilevanza per l’approvvigionamento idropotabile del Veneto centrale e che le falde dell’alta pianura e dell’area pedemontana costituiscono una componente strategica dello Schema acquedottistico del Veneto centrale e del Modello strutturale degli acquedotti del Veneto (MOSAV), volto a garantire l’interconnessione e la sicurezza dell’approvvigionamento idropotabile regionale;
– il sistema acquedottistico regionale si avvale di importanti captazioni ubicate nell’alta pianura vicentina, tra cui i campi pozzi gestiti da AcegasApsAmga, per i quali la Regione ha recentemente approvato le relative aree di salvaguardia, interessando anche territori limitrofi;
– la verifica da compiere non può limitarsi ad accertare se l’impianto sia collocato direttamente sopra una captazione, ma deve stabilire se il sito ricada nell’area di alimentazione, ricarica o deflusso sotterraneo di acquiferi che alimentano, direttamente o indirettamente, captazioni idropotabili strategiche;
– gli strumenti urbanistici comunali richiamano la necessità di considerare le aree di cattura delle captazioni ad uso acquedottistico e la vulnerabilità dell’acquifero, mentre il territorio comunale è interessato da numerose derivazioni di acque sotterranee;
– il comune di Sandrigo presenta inoltre una particolare sensibilità idraulica: oltre il 90 per cento del territorio ricade nel bacino del Bacchiglione e nell’area dell’Astico è in corso la realizzazione di un importante bacino di laminazione finalizzato alla mitigazione del rischio idraulico;
– sono state rappresentate preoccupazioni circa la presenza, nelle immediate vicinanze, di una falda potenzialmente prossima al piano campagna, circostanza che aumenterebbe significativamente la vulnerabilità del sottosuolo in caso di incendio e contaminazione;
– un impianto di accumulo di tali dimensioni comporta rischi connessi a thermal runaway, incendio, rilascio di sostanze pericolose e gestione delle acque di spegnimento, con potenziali conseguenze particolarmente gravi qualora tali sostanze potessero infiltrarsi nel sottosuolo e raggiungere falde strategiche per l’uso potabile;
– la compensazione minima di 90.000 euro annui prevista nei primi sette anni non può essere considerata una misura di sicurezza ambientale né sostituire una rigorosa valutazione preventiva del rischio.
Tutto ciò premesso, i sottoscritti consiglieri interrogano la Giunta regionale per sapere:
1) se la Regione abbia verificato la localizzazione idrogeologica esatta del BESS 07-2025, la direzione del deflusso della falda e l’eventuale appartenenza del sito alle aree di ricarica, alimentazione o cattura di acquiferi connessi alle captazioni idropotabili di Sandrigo e Dueville (VI) e degli altri campi pozzi strategici del sistema Veneto centrale;
2) se siano stati acquisiti e resi disponibili studio idrogeologico, relazione geologica, studio di compatibilità idraulica e cartografia delle aree di salvaguardia e di alimentazione delle captazioni;
3) quale sia la profondità della falda, la sua escursione stagionale e la vulnerabilità dell’acquifero nell’area del BESS;
4) quali sistemi siano previsti per impedire che, in caso di incendio, le acque di spegnimento e le sostanze derivanti dal danneggiamento delle batterie possano infiltrarsi nel sottosuolo e contaminare la falda, e se siano previsti sistemi di contenimento, monitoraggio piezometrico e piani di emergenza ambientale;
5) se siano state valutate le interazioni tra l’impianto, il rischio idraulico locale e il bacino di laminazione dell’Astico;
6) se, alla luce della particolare rilevanza strategica delle falde dell’alta pianura vicentina per l’approvvigionamento idropotabile regionale, ritenga adeguate le verifiche effettuate e le garanzie previste, prima del rilascio dell’autorizzazione unica;
7) se intenda prescrivere ulteriori approfondimenti e specifiche garanzie ambientali e solide garanzia finanziarie, anche in relazione al trasferimento della proprietà, stante il cospicuo numero di soci di minoranza della (…), o la dismissione dell’impianto e all’eventuale bonifica del sito, prima della conclusione del procedimento autorizzativo.
Riccardo Szumski





