06 Agosto 2026
(Arv) Venezia, 06 Agosto 2026
“Non posso non esprimere profonda preoccupazione di fronte alle posizioni speculative e visibilmente autoritarie sostenute da alcuni esponenti di Futuro Nazionale. È inaccettabile che un deputato della Repubblica, di recente transfugo, arrivi ad affermare in televisione la necessità di usare cecchini contro i manifestanti (che vanno condannate se sono di natura violenta ma senza invocare l’estrema violenza di Stato) ed esibisca in Aula parlamentare toni e richiami apertamente nostalgici del fascismo. Altrettanto grave è leggere sulle prime pagine dei quotidiani, tra le proposte programmatiche per le prossime amministrative di Padova, la chiusura serale delle panchine e soprattutto l’impiego di droni con altoparlanti e sensori luminosi o acustici da usare contro chiunque resti fermo in strada per più di cinque minuti.”
Lo afferma Riccardo Szumski, consigliere regionale di Resistere Veneto.
“Non possiamo assolutamente accettare che, in nome dell’ordine pubblico, si ipotizzino misure liberticide e surreali che ricordano da vicino i periodi bui del lockdown – ribadisce Szumski – La storia insegna una lezione fondamentale: quando i cittadini invocano o accettano norme repressive nell’illusione di ottenere maggiore sicurezza, si rischia di imboccare in un attimo la strada della dittatura. In quel nome si finisce per comprimere i diritti naturali e le libertà individuali sanciti, prima ancora che dalla Costituzione, della dignità umana. Riconosco che la sicurezza, sia essa reale che percepita, rappresenta da tempo una priorità irrinunciabile e una fonte di forte ed esplicita preoccupazione per i cittadini del nostro territorio. Una risposta dello Stato è necessaria e urgente, ma non può assolutamente basarsi su scorciatoie autoritarie o provocazioni da stato d’assedio.”
“Analizzando le recenti dinamiche legate all’ordine pubblico e le proposte emerse nel dibattito politico locale e nazionale, da un lato assistiamo alla presenza crescente di individui che non manifestano alcuna intenzione di integrarsi e rispettare le regole della nostra comunità, lavorando e vivendo nell’alveo della legalità – l’analisi del consigliere regionale – Dall’altro lato, ci scontriamo con un quadro normativo e un’interpretazione giurisprudenziale da parte della magistratura fin troppo indulgenti verso chi delinque. Si tratta di una miscela esplosiva che alimenta quotidianamente timori più che giustificati tra la popolazione, vanificando spesso il grande sforzo profuso dalle Forze dell’ordine.”




