Fine vita, no al suicidio assistito come prestazione sanitaria ordinaria

28 Luglio 2026
(Arv) Venezia, 28 Luglio 2026

“Premesso che, pur senza voler banalizzare la questione, riteniamo che il tema del fine vita non sia la principale priorità dei cittadini veneti e italiani, la posizione di Resistere Veneto resta chiara e coerente fin dall’inizio. In primo luogo, riteniamo del tutto errato considerare il suicidio assistito come un LEA, equiparandolo a una qualsiasi visita specialistica o intervento chirurgico. Da medico quotidianamente impegnato a curare e assistere i malati, non posso accettare in coscienza che il suicidio assistito o meno venga fatto passare per un’espressione di libertà individuale. Se così fosse, non sarei intervenuto in numerose occasioni per salvare la vita a persone che stavano tentando di togliersi la vita, talvolta con successo altre, ahimè meno. Un atto del genere non può rientrare nei LEA”. Lo dichiara il capogruppo di Resistere Veneto, Riccardo Szumski che aggiunge: “Esistono già alternative concrete ed etiche, come le cure palliative che ho praticato personalmente in varie occasioni, volte a ridurre le sofferenze e ad accompagnare la persona lungo il naturale decorso della vita. Ciò che invece non posso proprio accettare è l’idea di avvallare e supportare una scelta, seppur consapevolmente assunta, quando vi sono ancora condizioni di vita. Ritengo, infine, che debba essere il Parlamento, anche per le motivazioni sopra esposte, l’unico organo legittimato a intervenire su un tema di tale rilevanza costituzionale, che va ben oltre la mera dimensione sanitaria”.

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