Grave di Ciano sul Piave: mozione su trasparenza, ambiente e tutela del territorio

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

DODICESIMA LEGISLATURA
Mozione n.111

LA GIUNTA REGIONALE SI ATTIVI PER GARANTIRE LA MASSIMA TRASPARENZA, IL CONTROLLO, IL MONITORAGGIO TECNICO AMBIENTALE E LA TUTELA DELLE COMUNITÀ LOCALI RELATIVAMENTE AL PROGETTO DEL BACINO DI ESPANSIONE “GRAVE DI CIANO” SUL FIUME PIAVE

presentata il 19 maggio 2026 dai consiglieri Szumski e Lovat

Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:

– il progetto denominato “Grave di Ciano” costituisce uno dei più rilevanti interventi idraulici programmati nel territorio veneto negli ultimi decenni e prevede la realizzazione di vaste casse di espansione lungo il fiume Piave, in provincia di Treviso;

– tale intervento è stato sviluppato nell’ambito dei programmi di gestione del rischio alluvioni promossi dall’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali e dalla Regione del Veneto, anche mediante strutture commissariali straordinarie e attraverso l’impiego di risorse pubbliche nazionali ed europee;

– secondo le finalità dichiarate dai promotori, l’opera sarebbe destinata a contenere le piene del Piave, ridurre il rischio di esondazioni e rafforzare la sicurezza idraulica del medio e basso corso del fiume;

CONSIDERATO CHE:

– l’area delle Grave di Ciano rappresenta un ecosistema fluviale di eccezionale valore ambientale, naturalistico, paesaggistico e storico, caratterizzato dalla presenza di habitat tutelati, biodiversità di pregio e aree riconducibili alla rete europea Natura 2000;

– le dimensioni prospettate dell’intervento risultano di straordinario impatto territoriale, interessando centinaia di ettari di superficie, prevedendo ingenti movimentazioni di materiale e opere di contenimento di considerevole altezza, con potenziali effetti permanenti sull’equilibrio ambientale, geomorfologico, agricolo e paesaggistico dell’area;

– il territorio delle Grave di Ciano costituisce inoltre un luogo di profonda rilevanza storica, culturale e identitaria, intimamente legato alla memoria collettiva del Veneto, anche in relazione agli eventi della Grande guerra e alla battaglia del Solstizio del 1918;

– il paesaggio del Piave e del Montello rappresenta un unicum territoriale e simbolico che ha trovato espressione anche nell’opera poetica e civile di Andrea Zanzotto, configurandosi quale “luogo simbolo” della cultura veneta e italiana;

RICORDATO CHE:

– il Consiglio comunale di Crocetta del Montello (TV) ha recentemente approvato all’unanimità una mozione finalizzata all’avvio del procedimento di riconoscimento culturale e paesaggistico delle Grave di Ciano attraverso gli strumenti previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;

– tale iniziativa individua nell’area un “patrimonio identitario” materiale e immateriale, meritevole di tutela in ragione del suo valore storico, archeologico, ambientale e paesaggistico, nonché del legame inscindibile tra il Montello, il Piave e il sistema territoriale delle colline UNESCO;

– la stessa amministrazione comunale ha evidenziato la necessità di riconoscere normativamente il valore testimoniale e superiore delle Grave di Ciano quale bene collettivo da preservare per le future generazioni;

PRESO ATTO CHE:

– il dibattito pubblico sviluppatosi attorno al progetto, nato anche a seguito degli eventi meteorologici che hanno colpito il territorio veneto nel 2010, ha registrato recentemente anche il contributo dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Treviso, il quale ha richiamato l’importanza delle opere di sicurezza idraulica quale strumento essenziale di protezione della popolazione e del territorio;

– il medesimo ordine ha tuttavia sottolineato come la moderna ingegneria debba perseguire un equilibrio tra efficacia tecnica, integrazione paesaggistica e riqualificazione ambientale;

RILEVATO CHE:

– i comuni direttamente interessati dall’opera, i comuni vicini, molti cittadini, comitati e soggetti territoriali hanno manifestato forte preoccupazione circa la trasparenza del procedimento, l’accessibilità agli atti e la possibilità di svolgere verifiche indipendenti sugli effetti dell’opera;

– risultano contestazioni pubbliche, con paventati ricorsi alla magistratura, relative alla difficoltà di accesso ad elaborati progettuali, studi geologici, modellazioni idrauliche e valutazioni ambientali, elementi indispensabili per una piena e consapevole valutazione dell’intervento;

– in presenza di opere di tale dimensione e irreversibilità, il principio di precauzione, la piena conoscibilità degli atti e il coinvolgimento delle comunità locali devono costituire fondamenti imprescindibili dell’azione amministrativa;

EVIDENZIATO CHE:

– il Veneto conosce da sempre gli effetti drammatici di eventi atmosferici intensi, del dissesto idrogeologico che essi comportano, delle alluvioni, del consumo di suolo e delle trasformazioni ambientali irreversibili;

– proprio per tale ragione, ogni scelta incidente sul sistema del Piave richiede il massimo livello di prudenza istituzionale, indipendenza tecnica, approfondimento scientifico e controllo pubblico;

– la sicurezza idraulica e la tutela ambientale non possono essere considerate obiettivi contrapposti, ma devono trovare una sintesi alta e responsabile capace di salvaguardare insieme la vita delle persone, gli ecosistemi, il paesaggio e l’identità storica del territorio;

impegna la Giunta regionale

1) ad attivarsi con urgenza presso l’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali affinché venga garantita la piena trasparenza del procedimento relativo al progetto “Grave di Ciano”, assicurando la più ampia accessibilità agli atti, agli studi, alle modellazioni idrauliche, alle analisi ambientali e agli elaborati tecnici concernenti l’opera;

2) a promuovere un confronto istituzionale permanente con i comuni direttamente interessati, riconoscendo alle amministrazioni locali un ruolo effettivo e sostanziale nei processi di valutazione, approfondimento e monitoraggio del progetto;

3) ad attivare direttamente, attraverso la struttura regionale competente in materia di difesa del suolo, un sistema autonomo, costante e indipendente di monitoraggio tecnico, ambientale, idrogeologico, economico e paesaggistico relativo all’intervento e ai suoi possibili effetti sul territorio;

4) a garantire il coinvolgimento delle comunità locali, dei cittadini, del mondo scientifico, degli ordini professionali, delle associazioni ambientaliste e dei portatori di interesse attraverso strumenti pubblici di informazione, consultazione e rendicontazione periodica;

5) a verificare con il massimo rigore scientifico l’esistenza e la praticabilità di eventuali soluzioni alternative o meno impattanti sotto il profilo ambientale, paesaggistico e territoriale;

6) a valutare con particolare attenzione gli aspetti connessi alla tutela storico-culturale e paesaggistica delle Grave di Ciano, anche alla luce delle iniziative assunte dagli enti locali ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 42/2004;

7) ad assicurare che ogni decisione relativa all’opera sia assunta nel pieno rispetto del principio di precauzione, della tutela degli ecosistemi fluviali e della salvaguardia del patrimonio naturale, agricolo, storico, culturale e identitario dell’area del Piave.

Riccardo Szumski

Davide Lovat

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