Mozione per promuovere i simboli della pace negli spazi pubblici

15 Luglio 2026
(Arv) Venezia, 15 Luglio 2026

“Abbiamo depositato una mozione che impegna la Giunta regionale ad avviare un percorso condiviso con gli enti locali per promuovere una cultura della pace attraverso la progressiva sostituzione delle installazioni belliche presenti negli spazi pubblici con simboli che richiamino la pace, la libertà e l’identità storica del Veneto”. Lo annunciano i consiglieri regionali del gruppo Szumski Resistere Veneto, Riccardo Szumski e Davide Lovat, che spiegano: “La proposta, che richiama i principi dello Statuto regionale e si inserisce nel solco della risoluzione già presentata, per un Veneto e un’Europa liberi dalle basi militari, intende valorizzare i luoghi pubblici come strumenti di educazione civica e di trasmissione di valori alle nuove generazioni, senza cancellare la memoria delle guerre, ma collocandola nei contesti storici e museali più appropriati. È quantomai opportuno e di attualità rivedere queste decisioni, a maggior ragione adesso, con i venti di guerra che soffiano nel mondo e con l’Europa più preoccupata a destinare fondi alle spese militari che non a bisogni sociali e sottraendoli così anche alla sanità ed alle persone fragili”.

“Negli anni – sottolinea Lovat – abbiamo assistito con sempre maggiore frequenza all’installazione di aerei militari – l’ultimo esempio, all’ingresso del comune di Jesolo – carri armati e altri mezzi bellici in piazze, rotatorie e spazi pubblici. Comprendiamo le finalità commemorative che possono aver ispirato queste scelte, ma riteniamo che il messaggio che oggi dobbiamo trasmettere sia un altro. La memoria delle guerre deve essere custodita e valorizzata nei musei, nei sacrari e nei luoghi della storia, dove possa aiutare a comprendere gli errori del passato. Gli spazi pubblici, invece, dovrebbero parlare soprattutto di pace, di libertà, della nostra identità e dei valori che vogliamo consegnare ai giovani. Il Veneto possiede simboli straordinari, con la parola “Pax” in evidenza, che rappresentano molto meglio la nostra storia e la nostra vocazione”.

“Questa iniziativa non è contro qualcuno – aggiunge Szumski – e non vuole riscrivere la storia. Al contrario, vuole affermare un principio semplice: gli strumenti di guerra appartengono ai luoghi della memoria, mentre le piazze, le scuole e gli spazi condivisi devono diventare luoghi che educano alla pace. Oggi più che mai, in un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni, le istituzioni hanno il dovere di dare anche un segnale simbolico. Sostituire un mezzo militare con un simbolo di pace significa scegliere quale messaggio vogliamo lasciare alle future generazioni. È una scelta culturale, coerente con i valori della nostra Costituzione, dello Statuto del Veneto e con la tradizione di un popolo che ha sempre saputo essere ponte fra culture e civiltà”.

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