Ospedale di Trecenta, interrogazione sul futuro della sanità in Alto Polesine

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA IN COMMISSIONE n.15

LA GIUNTA REGIONALE INTENDE GARANTIRE UN’EQUA ACCESSIBILITÀ AI SERVIZI OSPEDALIERI NELL’ALTO POLESINE E CHIARIRE IL FUTURO DELL’OSPEDALE “SAN LUCA” DI TRECENTA (RO)?

presentata l’8 luglio 2026 dai consiglieri Szumski e Lovat

Premesso che:

– l’articolo 32 della Costituzione tutela il diritto fondamentale alla salute e impone alle istituzioni di garantire ai cittadini un accesso uniforme ed effettivo alle cure;

– la Regione del Veneto è responsabile della programmazione e dell’organizzazione del Servizio sanitario regionale secondo i principi di universalità, equità territoriale e prossimità delle cure; l’Alto Polesine presenta caratteristiche territoriali, demografiche e infrastrutturali peculiari, con una popolazione distribuita su un’ampia area geografica, un elevato indice di invecchiamento e tempi di percorrenza significativamente superiori rispetto ad altre aree della provincia.

Rilevato che:

– l’ospedale “San Luca” di Trecenta (RO) è stato realizzato quale presidio di riferimento per l’intero Alto Polesine, anche attraverso l’accorpamento delle precedenti strutture ospedaliere del territorio, con l’obiettivo di garantire un’offerta sanitaria qualificata e adeguata al bacino di utenza;

– negli ultimi anni amministratori locali, cittadini e associazioni hanno ripetutamente segnalato un progressivo ridimensionamento delle attività e delle funzioni del presidio ospedaliero di Trecenta, manifestando preoccupazione per la capacità della struttura di rispondere ai bisogni assistenziali della popolazione.

Considerato che:

– analoghe preoccupazioni stanno emergendo anche in relazione al presidio ospedaliero di Adria, alimentando il timore di un progressivo indebolimento della rete ospedaliera polesana; alcuni comuni dell’Alto Polesine hanno dovuto promuovere forme di collaborazione con l’ULSS 9 Scaligera per agevolare l’accesso ai servizi di emergenza-urgenza da parte dei propri cittadini, circostanza che evidenzia la necessità di una costante verifica dell’adeguatezza dell’attuale organizzazione sanitaria;

– la programmazione sanitaria deve garantire livelli essenziali di assistenza omogenei anche nelle aree periferiche, tenendo conto non soltanto della popolazione residente, ma anche delle distanze dai principali presidi ospedalieri, dei tempi di accesso ai servizi e delle specificità territoriali.

Tutto ciò premesso, i sottoscritti consiglieri interrogano la Giunta regionale per sapere:

1) quale sia l’assetto programmatorio che la Regione intende perseguire per l’ospedale “San Luca” di Trecenta e se siano previsti interventi di potenziamento delle attività sanitarie, del personale e della dotazione di posti letto;

2) quali iniziative la Giunta intenda assumere per garantire ai cittadini dell’Alto Polesine un accesso ai servizi di emergenza-urgenza e alle prestazioni ospedaliere coerente con i principi di equità territoriale e con le caratteristiche geografiche dell’area;

3) se la Regione abbia effettuato una valutazione dei tempi effettivi di accesso ai servizi ospedalieri da parte della popolazione dell’Alto Polesine e quali siano gli esiti di tale analisi;

4) quale impatto organizzativo ed economico abbiano prodotto gli accordi tra l’ULSS 5 Polesana e l’ULSS 9 Scaligera per la presa in carico dei cittadini residenti nei comuni dell’Alto Polesine più prossimi al territorio veronese e se siano previste ulteriori forme di collaborazione interaziendale;

5) se la Giunta ritenga opportuno procedere ad una revisione della programmazione sanitaria dell’ULSS 5 Polesana al fine di rafforzare il ruolo dell’ospedale di Trecenta quale presidio di riferimento per l’Alto Polesine.

Riccardo Szumski

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