Pluralismo culturale, risoluzione contro pressioni politiche sui fondi UE

16 Luglio 2026
(Arv) Venezia, 16 Luglio 2026

“Abbiamo presentato una risoluzione che muove dalla necessità di riaffermare con forza i principi democratici e costituzionali in un momento storico in cui i finanziamenti comunitari rischiano di trasformarsi in strumenti di pressione geopolitica ed egemonia culturale”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali del gruppo Resistere Veneto, capogruppo Riccardo Szumski e Davide Lovat.

“A fronte di questo scenario, – spiegano i consiglieri – la risoluzione impegna formalmente la Giunta regionale del Veneto ad agire su cinque precisi punti di richiesta: in primis, rappresentare presso il Governo italiano e nelle competenti sedi istituzionali la necessità inderogabile che i programmi europei di sostegno alla cultura siano assegnati esclusivamente sulla base di criteri trasparenti, oggettivi e misurabili, escludendo qualsiasi forma di condizionamento politico o ideologico; Promuovere una riflessione approfondita sul nesso tra finanziamenti pubblici dell’Unione Europea e libertà culturale, scongiurando il rischio che i fondi destinati all’arte diventino un’arma di pressione politica sulle istituzioni artistiche; Sostenere fermamente il principio secondo cui lo scambio artistico e culturale tra popoli differenti è un veicolo primario di pace e di reciproca comprensione, e non deve in alcun modo essere sacrificato per via di contingenze o contrapposizioni politiche internazionali; Sollecitare il Governo italiano affinché si faccia portavoce attivo a livello europeo per rafforzare le garanzie di pluralismo, trasparenza, equidistanza e imparzialità nella gestione di tutti i fondi comunitari indirizzati al comparto cultura; Riaffermare l’identità del Veneto come storica terra d’incontro, accoglienza e dialogo internazionale tra civiltà diverse, per la quale la libertà di espressione, il confronto critico e la ricerca della Pace costituiscono i cardini inviolabili della convivenza democratica”.

“La cultura rappresenta un fattore essenziale di crescita sociale e civile, tutelato dall’art. 21 della Costituzione Italiana, il quale garantisce a chiunque il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Il vero pluralismo presuppone il confronto dialettico tra sensibilità e visioni del mondo differenti, comprese quelle minoritarie o non allineate al pensiero dominante. Inoltre, va considerato che le risorse finanziarie dell’Unione Europea provengono dalle tasse versate dagli Stati membri e, di conseguenza, dai cittadini stessi, che hanno il pieno diritto di esigere una gestione di tali fondi improntata a criteri di assoluta trasparenza, imparzialità e neutralità: l’art. 5 del Trattato sull’Unione Europea, il principio di sussidiarietà, impone il massimo rispetto per l’autonomia delle comunità locali e degli Stati membri, scongiurando accentramenti ideologici. Negli ultimi anni si rileva, invece, – commentano i consiglieri – una preoccupante tendenza delle istituzioni comunitarie a utilizzare i canali di finanziamento come leva economica per condizionare o orientare le scelte culturali e sociali dei territori, come il caso della Biennale di Venezia ha evidenziato. Ribadiamo, e chiediamo di farlo anche al Consiglio regionale del Veneto, che proprio nei momenti di forte tensione internazionale il dialogo tra i popoli va tutelato perché rappresenta la via maestra per la comprensione reciproca. Significativamente, nella lingua russa la parola ‘MIR’ racchiude in sé il doppio significato di ‘Mondo e di Pace’: aprirsi al confronto culturale significa, dunque, aprire concretamente le porte alla Pace”, concludono Szumski e Lovat.

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