Parco Delta del Po: proposta di legge contro l’ente unico interregionale

24 Settembre 2026
(Arv) Venezia, 24 Settembre 2026

“Abbiamo presentato una proposta di legge da inviare al Parlamento, ai sensi dell’articolo 121 della Costituzione, il cui obiettivo è abrogare il comma della legge quadro n. 394/1991 che prevede un unico Parco interregionale, garantendo piena autonomia di gestione al Veneto e promuovendo una cooperazione flessibile con l’Emilia-Romagna, senza nuovi carrozzoni burocratici. Difendere le prerogative e l’autonomia del territorio veneto, superando un’impostazione centralista che rischia solo di ingessare la gestione ambientale con inutili sovrapposizioni istituzionali, ed è questo il senso della proposta di legge statale presentata in Consiglio regionale del Veneto”. Lo annunciano, tramite una nota, i consiglieri regionali di Resistere Veneto, Riccardo Szumski e Davide Lovat, che spiegano: “Il testo interviene sull’articolo 34 della legge quadro sulle aree protette, la legge n. 394/1991, chiedendo l’abrogazione formale del comma 2-bis, la disposizione che prevedeva l’istituzione d’intesa di un unico “Parco del Delta del Po” comprensivo dei territori e dei parchi regionali di Veneto ed Emilia-Romagna”.

“No a maxistrutture calate dall’alto: la tutela si fa valorizzando le realtà locali. La previsione di un unico ‘super-ente’ interregionale calato dall’alto – afferma Szumski – non è indispensabile né utile per garantire la tutela dell’ecosistema deltizio. Il Delta del Po veneto ha caratteristiche geomorfologiche, paesaggistiche e socioeconomiche del tutto peculiari. In questi anni, il Veneto ha dimostrato di saper gestire e tutelare autonomamente il proprio Parco regionale. Imporre per via statale la costituzione di un unico carrozzone burocratico sovraregionale risponde solo a logiche centraliste che tarpano le ali all’autonomia decisionale e alla pianificazione del nostro territorio. Con questo atto vogliamo ribadire il principio che l’autonomia si applica e si difende nei fatti. Invitiamo tutte le forze politiche in Consiglio regionale a sostenere compattamente questa iniziativa per mandare un segnale chiaro a Roma: il Veneto sa gestire il proprio patrimonio naturale e non ha bisogno di tutori o di inutili doppioni istituzionali”.

“Più autonomia, cooperazione flessibile e zero costi per i cittadini. L’abrogazione della norma statale – spiega Lovat – non significa affatto ridurre le tutele ambientali o rinunciare al dialogo. Le normative di tutela europee, statali e regionali – compresa la Rete Natura 2000 – rimangono blindate e intatte. Ciò che vogliamo è scindere la gestione amministrativa dal coordinamento ecologico: il Veneto e l’Emilia-Romagna possono e devono collaborare su temi strategici come la biodiversità, l’erosione costiera, la subsidenza e la sicurezza idraulica attraverso intese e accordi flessibili, senza bisogno di creare nuovi enti, nuove poltrone o appesantimenti burocratici. Inoltre, la nostra proposta garantisce la totale invarianza finanziaria: zero costi aggiuntivi per la finanza pubblica e per le tasche dei cittadini. I punti chiave della proposta di legge: abrogazione del vincolo dell’Ente Unico (Art. 1): Cancella la previsione statale di un procedimento rigido per la nascita del Parco unico interregionale, restituendo alla piena ed esclusiva disponibilità della Regione del Veneto la gestione e l’organizzazione del proprio Parco naturale regionale (istituito con L.R. 36/1997). L’intervento non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio pubblico, agendo esclusivamente sul riordino delle competenze ordinamentali e sulla semplificazione amministrativa”.

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