Abolizione del bollo: un paradosso di “autonomia centralizzata”

17 Settembre 2026
(Arv) Venezia, 17 Settembre 2026

“Accogliamo sempre con sollievo ogni misura volta ad alleviare la pressione fiscale che pesa sulle famiglie e sulle imprese. Accoglieremmo ancora con più favore una riattribuzione adeguata, al Veneto, del residuo fiscale che, lo ricordiamo, ammonta a circa 15 miliardi di euro l’anno. Abolire il bollo auto, ridurre le tasse, eliminare balzelli anacronistici e restituire ossigeno ai cittadini è una priorità concettuale ed economica che condividiamo. Tuttavia, quando i tagli fiscali decisi a livello centrale vengono calati dall’alto senza una reale copertura perequativa, finendo per prosciugare le entrate proprie dei territori, la misura smette di essere un beneficio effettivo e si trasforma in un paradosso istituzionale”. Con queste parole Riccardo Szumski (Szumski Resistere Veneto), che aggiunge: “Togliere un balzello ai cittadini è indubbiamente una notizia positiva, ma se lo Stato centrale decide di cancellare un’imposta regionale ci troviamo di fronte a una chiara operazione che non possiamo che definire di Autonomia centralizzata. ‘Cusì i xe boni tuti’. Una contraddizione in termini, quasi ironica nella sua formulazione politica, dove Roma decide la virtù contabile con i soldi dei territori, imponendo tagli alle entrate periferiche e lasciando poi agli enti locali l’onere impopolare di tagliare i servizi o trovare risorse alternative per far quadrare i conti”.

“L’ipotesi di una progressiva abolizione o ridimensionamento del bollo auto, avanzata in sede statale a determinate condizioni, – commenta il consigliere – rappresenta perfettamente questo cortocircuito. Il bollo auto costituisce una delle principali entrate del bilancio della Regione del Veneto, un flusso finanziario fondamentale e direttamente destinato alla gestione della viabilità locale, al trasporto pubblico regionale, alla manutenzione delle infrastrutture territoriali e alla copertura dei servizi essenziali per la collettività. Decidere da Roma quali tasse regionali abolire, trasformando le Regioni in meri passacarte o in debitori nei confronti dello Stato centrale, vanifica decenni di battaglie per l’autogoverno e svuota di significato la stessa competenza contabile del Veneto. Non si fa il bene dei veneti privando l’amministrazione regionale degli strumenti necessari per garantire i servizi del territorio”, conclude Szumski.

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