24 Settembre 2026
(Arv) Venezia, 24 Settembre 2026
“Prendiamo atto che anche l’assessore regionale Massimo Bitonci stia finalmente convergendo sulla bontà delle tesi che, come gruppo ‘Szumski Resistere Veneto’, andiamo sostenendo e proponendo dall’inizio della legislatura: per il Veneto l’autonomia energetica e il recupero delle grandi concessioni idroelettriche sono un obiettivo strategico prioritario, da realizzare attraverso la gestione in house. L’apertura esplicita dell’assessore nei confronti di una gestione in house e della creazione di un veicolo pubblico regionale dimostra la validità della nostra “Proposta di Autogoverno”, che abbiamo già formalmente trasmesso al Presidente della Giunta, Alberto Stefani”. Sono le parole del consigliere regionale Riccardo Szumski (Resistere Veneto), che puntualizza: “Come gruppo consiliare, non ci siamo limitati agli auspici o agli annunci, ma abbiamo già depositato un piano strategico completo, dettagliato in 5 pilastri, che vede proprio in VenetoEnergia S.p.A. (società in house controllata dalla holding regionale HoldVeneto) il perno per recuperare la gestione diretta dell’energia idroelettrica, valorizzata nel nostro studio in centinaia di milioni di euro all’anno. La proposta, presentata con il consigliere Davide Lovat, mira infatti a trasformare la Regione del Veneto da semplice ente erogatore a vero e proprio operatore economico. Un modello d’intervento operativo ispirato a realtà virtuose europee come il Land della Baviera o il Tirolo, capace di cogliere appieno le opportunità offerte dal quadro normativo vigente senza dover attendere i lunghi tempi della burocrazia romana”.
“L’assessore Bitonci – continua Szumski – ipotizza percorsi societari ancora in fase di studio e valuta stime di redditività tra i 300 e i 500 milioni di euro all’anno: esattamente le cifre che figurano nei nostri prospetti economico-finanziari a regime. A differenza dei colossi privati o delle multinazionali, il nostro modello di autogoverno prevede che gli utili generati dalle concessioni siano redistribuiti direttamente ai cittadini veneti: per il taglio dell’addizionale Irpef regionale alle famiglie a basso e medio reddito, per l’abbattimento delle bollette di luce e acqua e per il rafforzamento della sanità pubblica e dei servizi essenziali sui territori”.
“Se la Giunta regionale intende davvero scongiurare che le nostre risorse idriche finiscano nuovamente svendute (le concessioni scadranno nel 2029) tramite gare o assegnazioni con ‘compensazioni’ inadeguate, trovi il modo di passare dalle parole ai fatti”, conclude Szumski.


