7 Settembre 2026
(Arv) Venezia, 7 Settembre 2026
“Il territorio bellunese ha da poco sostenuto un impegno organizzativo, logistico e di sicurezza di portata straordinaria nell’ambito dello svolgimento dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano-Cortina, un evento in occasione del quale la Regione stessa ha formalmente riconosciuto il ruolo cruciale svolto dal Servizio regionale di Protezione civile e dalle organizzazioni di volontariato. Tuttavia, di fronte a uno sforzo di tali dimensioni, la risposta concreta in termini di risorse per il territorio appare del tutto insufficiente, se non paradossale”. Con queste parole i consiglieri regionali di Resistere Veneto, Riccardo Szumski e Davide Lovat.
“I fatti parlano chiaro – proseguono i consiglieri – la Giunta regionale ha approvato un bando da 800.000 euro destinato al potenziamento di mezzi e attrezzature di soccorso per il volontariato organizzato di Protezione civile. Eppure, secondo quanto emerso anche dagli organi di stampa locali, nessuna delle domande presentate dalle realtà operative della provincia di Belluno sarebbe risultata finanziata. Un esito che ha comprensibilmente generato sconcerto e forte malcontento tra i volontari, che si trovano quotidianamente ad operare in un contesto orograficamente complesso. Non si può ignorare la sproporzione tra la mole di investimenti regionali mobilitati per i Giochi – si pensi ad esempio agli oltre 31 milioni di euro impegnati per le sole attività paralimpiche del corrente anno – e le briciole, se non il nulla, destinate al rafforzamento della sicurezza strutturale del sistema di soccorso montano. Ci chiediamo quale sia la concreta ed effettiva eredità che le Olimpiadi lasciano al Bellunese sotto il profilo delle dotazioni e delle infrastrutture permanenti di Protezione civile”.
“La situazione appare ancora più stridente alla luce della recentissima approvazione, da parte del Consiglio regionale, delle intese definitive con lo Stato sull’Autonomia differenziata, che annoverano proprio la Protezione civile tra le materie di primaria attuazione. L’Autonomia – evidenziano i consiglieri – non può rimanere uno slogan astratto: deve tradursi subito in una capacità di lettura reale delle esigenze dei territori più periferici e montani, i quali non possono essere penalizzati da criteri di valutazione dei bandi che non tengono conto del maggior livello di rischio e delle insite difficoltà logistiche”.
“Per queste ragioni – concludono i consiglieri – abbiamo depositato un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere un’immediata inversione di rotta. Sollecitiamo il reperimento di ulteriori risorse finanziarie che consentano lo scorrimento della graduatoria del bando per soddisfare le richieste del Bellunese, pretendiamo un rendiconto dettagliato delle risorse destinate alla Protezione civile negli ultimi cinque anni suddivise per provincia e chiediamo se si intenda rivedere i criteri d’accesso ai fondi per valorizzare finalmente la specificità della montagna veneta”.


