Biennale Venezia, posizione netta: “Con l’autonomia il problema non esisterebbe”

12 Marzo 2026
(Arv) Venezia, 12 Marzo 2026

“Entro nella discussione sul padiglione russo alla Biennale di Venezia, perché la Regione Veneto ha pieno titolo di dire la sua in quanto tra i finanziatori dell’istituzione. Sulla inutile discriminazione degli artisti e sportivi portata avanti dall’Occidente nei confronti di cittadini di alcuni paesi, come in questo caso la Russia, ritengo sia opportuno smettere il tifo da stadio. Lo sport e la cultura, e tanto altro, devono essere il ponte attraverso cui si mantengono contatti umani, possibilità di comprensione, punti di giunzione per costruire argomentazioni di de-escalation e di pace. Chi sposa la logica della massima durezza, come anche in passato, ma ancora di più oggi, vuole semplicemente incancrenire ulteriormente le posizioni allo scopo di perpetuare le difficoltà, già enormi, per un riavvicinamento tra i popoli”. Con queste parole il capogruppo di Resistere Veneto, Riccardo Szumski.

“Pietrangelo Buttafuoco – prosegue il consigliere – è un valente intellettuale, siciliano, con una grande sensibilità per la libertà e l’autonomia di terre come la Sicilia e il Veneto e quindi aperto alla comprensione delle diverse mentalità. Dunque, agisce di conseguenza. Il ministro Giuli, invece, agisce da centralista romano che in sincronia con Bruxelles pensa di alzare barriere, tra l’altro, in un contesto artistico.
Al confine della ‘mia’ Polonia è in corso un’immane tragedia e qualsiasi iniziativa di dialogo e distensione va sostenuta con ogni mezzo. Stanno morendo centinaia di migliaia di giovani e altrettanti vengono mutilati e segnati nello spirito, per sempre. La scelta di Buttafuoco è senza dubbio giusta e mi auguro che anche il Presidente Stefani si esprima in questo senso. La Russia è una superpotenza, dispone di un arsenale nucleare, è un Paese che non può essere ignorato in nessun ambito (spregevole anche l’esclusione dalle Olimpiadi). Infine, la Fondazione Biennale è un ente autonomo, non ha bisogno di veline per essere pilotata dall’alto e può anche ignorare gli interventi da Bruxelles. Finora nessuno si era mai sognato di interferire in questo modo con la Biennale. Direi che questo è uno degli esempi lampanti per i quali vale la pena lottare per l’autonomia del Veneto”, conclude il consigliere.

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