Legge elettorale e raccolta firme: il Parlamento non diventi un club a numero chiuso

29 Settembre 2026
(Arv) Venezia, 29 Settembre 2026

A margine dell’iniziativa congiunta al Quirinale, i rappresentanti del gruppo consiliare Szumski – Resistere Veneto, esprimono la propria posizione nel merito.

Riccardo Szumski, capogruppo Szumski-Resistere Veneto: “I movimenti autonomisti/indipendentisti del Nord hanno scelto di coordinarsi e fare rete su battaglie e temi di interesse comune, solo unendo le forze su obiettivi precisi possiamo portare risultati concreti a beneficio di tutti i nostri territori, da troppo tempo ignorati dal centralismo statale. La risposta unitaria a questa legge elettorale che quadruplica le firme per potersi candidare è la prima di queste azioni condivise: una norma ritagliata su misura per frenare le rappresentanze territoriali, dettata forse anche dall’inquietudine per il consenso raccolto da Resistere Veneto alle ultime regionali in Veneto e questa potrebbe essere solo la prima di tante altre realtà”.

Davide Lovat, consigliere regionale del gruppo Szumski-Resistere Veneto: “La libertà democratica vive di partecipazione, sia nel poter votare che nel potersi candidare. Questa norma punisce chi sta fuori dal Parlamento, alimenta l’astensionismo e crea un inaccettabile oligarchia di fatto. Auspico lo stop alla riforma, il dimezzamento delle firme richieste e l’introduzione della sottoscrizione digitale: siano gli elettori con il loro voto a decidere chi deve essere eletto, non una serrata del Palazzo”.

LEGGI ANCHE GLI ALTRI ARTICOLI DI RESISTERE VENETO: