Riforma dei porti: no alla riduzione dell’autonomia dei porti veneti

26 Agosto 2026
(Arv) Venezia, 26 Agosto 2026

“La riforma della legge 84/1994 sulla governance portuale, attualmente all’esame della IX Commissione della Camera, così come concepita è un trappolone: con il pretesto di “coordinare”, il Governo apparecchia un accentramento romano che mortifica la storia, l’economia e l’autonomia regionale. Depositeremo una mozione durissima in Consiglio regionale per bloccare questa deriva e difendere con le unghie l’indipendenza decisionale del sistema Venezia-Chioggia”. Sono le dichiarazioni del consigliere regionale Riccardo Szumski (Resistere Veneto) che spiega: “Il tentativo del viceministro Rixi di mettere su un altro carrozzone ministeriale, “Porti d’Italia S.p.A.” è un’offesa all’intelligenza dei cittadini. La S.p.A. è palesemente una sovrastruttura non necessaria, soprattutto dopo il passaggio del capitale sociale (dalla prima proposta alla seconda) da 500 a 10 milioni, che rende evidente come tale società non dovrà realizzare direttamente nessuna opera. Si tratta solo di spostare i centri di spesa e le decisioni strategiche nella capitale, lasciando alle comunità locali solo i costi, la burocrazia, togliendo ai territori il controllo sulle proprie infrastrutture primarie. Rischiamo di mettere i nostri porti nelle condizioni simili a quelli della Grecia che, alla fine, sono stati privatizzati e svenduti. Venezia e Chioggia non sono appendici periferiche. Le decisioni sulle banchine, sui canali, sulle ferrovie portuali e sulle aree industriali devono rimanere in capo a chi vive e lavora in questa regione. Accettare che i proventi e la governance economica dei nostri scali vengano assorbiti da una Spa pubblica romana, sulla quale persino l’ANAC ha sollevato forti perplessità in tema di trasparenza e concorrenza, significa subire passivamente un esproprio, oltre che rischiare riduzione del lavoro e disoccupazione anche dell’indotto. È una questione di coerenza anche riguardo la cosiddetta autonomia differenziata: non possiamo chiedere più autonomia e contemporaneamente accettare maggiore centralizzazione proprio sulle infrastrutture strategiche. Dal punto di vista pianificatorio, pare veramente fuori misura che i comuni vengano privati proprio di una delle sue facoltà primarie: il governo del territorio”.

“Siamo già ai ferri corti con questa visione dirigista. Abbiamo chiesto un confronto immediato al Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale per far fronte comune con le realtà operative del territorio. Al viceministro Rixi diciamo senza mezzi termini che così si svende l’autonomia a una logica fallimentare. Presenteremo una mozione in Consiglio regionale per difendere il nostro sistema portuale: sì al coordinamento, ma non accettiamo passi indietro di spoliazione e accentramento”, conclude Szumski.

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