Risposta a Luca Zaia: tra vita e morte, sempre viva la vita

31 Agosto 2026
(Arv) Venezia, 31 Agosto 2026

“Eh, no caro Luca Zaia, il Pdl sul suicidio assistito non è per niente un inno alla libertà e nemmeno una misura a favore dei malati che soffrono. D’altronde quelli che soffrono li hai abbondantemente dimenticati negli ultimi dieci anni di gestione della sanità veneta, per non parlare della ‘speculazione’ giornaliera al tempo del Covid-19 e della nessuna opposizione all’obbligo vaccinale ricattatorio per lavorare o fare sport. Zero, nessuna battaglia per la libertà, per le cure precoci ai malati, contro il ‘terrorismo’ sanitario. Assistere veramente chi soffre non è aprire il baratro, attraverso dei Lea sanitari, per minare la cosa più cara che un essere umano può volere: la vita. Chi soffre va aiutato, seguito, fatto sentire sempre importante, supportato non solo contro il dolore ma soprattutto contro le angosce. La coscienza, parlo da medico, deve essere sempre e soprattutto quella di sostenere la vita, relegando alla fase finale gli interventi per aiutare l’ultimo passo che, ad esempio, io ho praticato nella mia attività di medico di famiglia. Il segnale da dare al paese è molto diverso dal cupio dissolvi in cui tra vita, comunque sia, e morte si scelga la morte ammantandola di presunta libertà di scelta. Tra vita e morte sempre viva la vita!”. La presa di posizione è del capogruppo di Resistere Veneto, Riccardo Szumski, in merito al Pdl sul suicidio assistito.

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