Minoranze linguistiche, appello: “Il Veneto non può essere ignorato”

14 Aprile 2026
(Arv) Venezia, 14 Aprile 2026

“Accolgo positivamente l’iniziativa dell’Assessore Marco Zecchinato a sostegno delle minoranze linguistiche storiche del Veneto. È giusto e doveroso tutelare e valorizzare comunità come quelle ladine, friulane e germanofone, che rappresentano una parte importante del nostro patrimonio culturale. Proprio per questo, però, non posso non rilevare con forza una contraddizione che ormai non è più accettabile: la lingua veneta continua a non essere riconosciuta e tutelata al pari delle altre minoranze linguistiche, nonostante sia di gran lunga la più diffusa e radicata nel territorio regionale.
Il veneto non è un dialetto dell’italiano, ma una lingua neolatina con una propria storia, una propria struttura e una propria dignità scientificamente riconosciuta. Lo è talmente che ha già ottenuto forme di riconoscimento ufficiale all’estero, come in Brasile, e nelle vicine Slovenia e Croazia, ed è paradossale che venga riconosciuto fuori dai confini nazionali e non nella Repubblica Italiana”. Con queste parole il consigliere regionale del gruppo Szumski Resistere Veneto, Davide Lovat.

“A questo punto, il tema non è più culturale o linguistico, ma politico. Non esiste più alcuna ragione logica o civile per negare al Veneto il riconoscimento che spetta ad altre lingue molto meno diffuse. E non è più rinviabile un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni.
La Regione Veneto deve farsi carico con determinazione di questa battaglia, – commenta il consigliere – promuovendo un’azione convinta a livello nazionale affinché la lingua veneta venga inserita tra quelle riconosciute e tutelate dalla legislazione italiana. Questa deve diventare una priorità politica. Continuare a intervenire solo su alcune minoranze, per quanto meritevoli, e lasciare scoperta la lingua storica della maggioranza dei veneti significa perpetuare una disparità che non ha più alcuna giustificazione. Su questo tema mi aspetto un confronto serio e costruttivo con l’Assessore Zecchinato, che considero un interlocutore attento. Ma proprio per questo credo sia arrivato il momento di fare un passo in più: passare dalla tutela parziale a un riconoscimento pieno e coerente dell’identità linguistica del nostro popolo”.

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