Bioetica, replica a Ostanel: “Il docufilm lo guardi con Zaia”

12 Maggio 2026
(Arv) Venezia, 12 Maggio 2026

“Forse alla professoressa e collega consigliera Elena Ostanel sfugge un po’ di logica, quando trova paradossale la mia difesa della libertà di scelta per le cure e la contemporanea posizione di rifiuto verso il suicidio: semplicemente non esiste la libertà di ammazzare le persone anche se si vuole chiamarla ‘assistenza al suicidio’. Piuttosto, esiste la libertà di cura, l’equilibrio tra accanimento terapeutico e no, ma non la libertà di porre fine alla vita. Non credo, pertanto, che proporre un docufilm possa contribuire a svolgere un dibattito così complesso: non abbiamo bisogno di far leva sulle emozioni. Anzi, dovremmo sforzarci di restare più razionali perché qui si vuole decidere sulla vita di tante persone. Inoltre, se vogliamo metterla su questi livelli, posso essere disponibile ad ascoltare una lezione di urbanistica dalla collega Ostanel, ma in materia di bioetica le parti si invertono completamente. La vita non è un male, e oltretutto essa non è un bene solo quando risponde a parametri soggettivi di efficienza e di soddisfazione”. Con queste parole il consigliere regionale Davide Lovat del gruppo Resistere Veneto a palazzo Ferro-Fini.

“Sostengo – prosegue il consigliere – che alla cultura dello scarto e della morte, perché di questo si tratta, bisogna rispondere con la cura e la fratellanza. Non c’è nessuna solidarietà nell’eutanasia, perché è di questo che si dovrebbe parlare, mentre ci si nasconde dietro un dito dichiarando che si tratta di ‘suicidio assistito’ o ‘fine vita’ o qualsiasi altra definizione per indorare la pillola. Il Sistema Sanitario Nazionale serve per curare e, possibilmente, aiutare a guarire, non per ammazzare o per far diventare il suicidio – atto da condannare sul piano etico perché nega la vita e sopprime la persona – un’opzione liberamente fruibile su richiesta al Servizio Sanitario Nazionale. Mettere in campo le statistiche che dimostrano la deriva mortifera che l’introduzione del suicidio assistito sta comportando nei Paesi dove questo errore si è compiuto, sarebbe ridurre a numeri un’evidenza che la normale intelligenza permette di intuire anche in loro assenza.
Sono d’accordo sul fatto che siamo qui per tutelare i diritti dei più deboli e di coloro che soffrono, per questo ho chiamato in causa, direttamente, il Presidente Zaia che, noto, rimane defilato. Questo mi conferma, e lo voglio far sapere anche alla collega Elena Ostanel, che ho capito bene anche i risvolti culturali e ideologici di questa loro azione politica, visto che anche lei è qui dalla scorsa Legislatura e nessun investimento è stato fatto per le cure palliative”, conclude Lovat.

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