Belluno, appello: “Servono servizi, energia, lavoro e politica concreta”

18 Maggio 2026
(Arv) Venezia, 18 Maggio 2026

“La provincia di Belluno non ha bisogno di nuove illusioni, di eventi faraonici o di grandi proclami destinati a lasciare soltanto debiti, cemento e opere di dubbia utilità sulle spalle dei cittadini veneti. Ha bisogno invece di una politica concreta, pragmatica e capace di affrontare i problemi reali della montagna. Da troppo tempo, Belluno viene raccontata attraverso slogan turistici, fotografie patinate e narrazioni rassicuranti che spesso non corrispondono alla vita quotidiana delle persone. La realtà è fatta di servizi che mancano, trasporti insufficienti, paesi sempre più isolati, giovani che se ne vanno, negozi che chiudono, difficoltà sanitarie, problemi anche con la raccolta dei rifiuti, costi elevati per vivere in montagna e famiglie lasciate sole. non si può continuare a nascondere tutto sotto il tappeto.”

Lo affermano i consiglieri regionali del Gruppo Resistere Veneto, per i quali “una comunità si indebolisce quando le persone smettono di credere nel proprio territorio e iniziano a pensare che l’unica soluzione sia andarsene. Per questo, servono interventi che restituiscano fiducia, prospettive e qualità della vita reale, non eventi temporanei che durano qualche settimana e lasciano problemi per decenni. Ecco perché abbiamo presentato la Mozione ‘Veneto energeticamente indipendente’, depositata in Consiglio regionale nel marzo scorso, come uno dei punti centrali della strategia proposta da Resistere Veneto per il rilancio della provincia di Belluno. La montagna veneta produce energia, acqua, risorse e ricchezza da generazioni, ma troppo poco ritorna concretamente ai territori. Belluno è uno dei principali bacini idroelettrici del paese e ha sostenuto per decenni il peso delle grandi infrastrutture energetiche, subendo anche eventi tragici e drammatici di portata mondiale, ha sopportato trasformazioni ambientali e molti sacrifici richiesti allo sviluppo nazionale. E’ giusto che una parte significativa dei benefici economici derivanti dall’idroelettrico torni finalmente alle comunità locali. La nostra proposta prevede infatti una gestione pubblica o a forte partecipazione pubblica delle centrali idroelettriche venete, con la creazione di una società energetica regionale aperta agli enti locali e alle comunità montane, capace di reinvestire sul territorio una quota importante delle risorse prodotte. In questo senso, valutiamo positivamente anche le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale Massimo Bitonci sulla possibile costituzione di una società in house dell’idroelettrico tra Regione Veneto e Provincia di Belluno. E’ un’impostazione che va nella direzione che sosteniamo da tempo: autonomia energetica regionale, riduzione dei costi per famiglie e imprese, sostegno alla residenzialità e maggiore attrattività della montagna. Nei giorni scorsi, abbiamo avuto un incontro con il Presidente della Regione Alberto Stefani, durante il quale abbiamo presentato una serie di proposte operative immediatamente attuabili. Abbiamo portato una mappa concreta di strumenti, interventi e tappe realizzabili fin da subito, senza aspettare riforme impossibili o inseguire slogan. Dal potenziamento dei servizi territoriali alla messa in rete dei collegamenti esistenti, dagli strumenti finanziari locali fino all’autonomia energetica, il nostro metodo è semplice: lavorare passo dopo passo per ottenere risultati reali. La nostra esperienza amministrativa nei territori ci ha insegnato che i cittadini sono stanchi delle promesse irrealistiche e delle grandi operazioni mediatiche.”

“Belluno – concludono i consiglieri del Gruppo Resistere Veneto – non ha bisogno di diventare un parco giochi per pochi o una vetrina politica. Ha bisogno di tornare ad essere un territorio dove vivere dignitosamente sia possibile. Ecco perché continueremo a portare avanti una politica fatta di concretezza, tempi brevi, interventi utili e obiettivi verificabili.”

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