Eutanasia, deriva pericolosa. Il Veneto scelga la via della cura, non della morte

15 Aprile 2026
(Arv) Venezia, 15 Aprile 2026

“Leggo con preoccupazione un sondaggio riguardo i veneti favorevoli all’eutanasia.

E’ per tutti noi un tema complesso; difficile da semplificare e con il rischio di fraintendimenti sempre elevato. L’importante è che non si smarrisca il senso della misura e delle responsabilità. Per questo, mesi fa, ho presentato una risoluzione per dichiarare il Veneto ‘Regione antinazista’. Non si trattava di un gesto simbolico, ma di una presa di posizione chiara contro quelle derive culturali che, nella storia europea, hanno portato prima all’eugenetica e poi all’Aktion T4, cioè alla soppressione sistematica dei più fragili: malati, disabili, anziani. Chi pensa che questi richiami siano eccessivi dovrebbe studiare la storia. Quelle pratiche non sono nate all’improvviso: sono state preparate da un clima culturale in cui la vita veniva progressivamente valutata in base alla sua ‘qualità’, alla sua utilità, alla sua efficienza”. Lo dichiara il consigliere regionale Davide Lovat del gruppo Szumski Resistere Veneto.

“È esattamente questo il punto. Quando si introduce il principio per cui alcune vite possono essere considerate non degne di essere vissute, – dichiara Lovat – si apre una porta che la storia ci insegna essere estremamente pericolosa. Non accetto che si trasformi un problema umano, drammatico e complesso come la sofferenza, in una scorciatoia ideologica che propone la morte come soluzione. Esiste un’alternativa, concreta e già disponibile: le cure palliative. Esiste una medicina che accompagna, che allevia il dolore, che sostiene la persona e la sua famiglia senza abbandonarla. Ed è su questo che le istituzioni devono investire con decisione.
Troppo spesso, invece, queste possibilità non sono conosciute o non sono accessibili in modo uniforme. Prima di parlare di eutanasia, – sottolinea Lovat – bisognerebbe garantire a tutti un accesso reale, diffuso e dignitoso alle cure palliative. Una società degna di questo nome non elimina chi soffre: lo accompagna. Non abbrevia la vita: la protegge fino alla fine. Per questo continuerò a sostenere con forza la necessità che il Veneto si affermi come comunità che rifiuta ogni logica selettiva sulla vita umana e che investe, senza ambiguità, sulla cura, sulla dignità e sulla solidarietà. Su questi temi non sono ammesse ambiguità: o si sta dalla parte della vita, sempre, oppure si imbocca una strada che la storia ha già dimostrato dove può portare”, conclude Lovat.

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