Suicidio assistito, incontro a Castelfranco Veneto il 13 maggio

07 Maggio 2026
(Arv) Venezia, 07 Maggio 2026

“Mercoledì 13 maggio, alle 20.30, a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, all’hotel Fior di via Carpani 18, ho organizzato un incontro, moderato da Ilaria Brunelli, nel corso del quale interverrò con Francesca Romana Poleggi, del direttivo Pro Vita & Famiglia APS, aperto a tutti i veneti che vorranno partecipare, per riaffermare il diritto alla vita, fondamentale presupposto per tutti gli altri diritti”. Lo comunica il consigliere regionale di Resistere Veneto, Davide Lovat, che spiega: “L’iniziativa si svolge nel giorno della Madonna di Fatima, quando ricorre anche il ferimento di Papa Giovanni Paolo II che, con la sua enciclica Evangelium Vitae, insegnava che aiutare a porre fine alla vita deve dirsi una falsa pietà, anzi una preoccupante “perversione” di essa: la vera “compassione”, infatti, rende solidale col dolore altrui, non sopprime colui del quale non si può sopportare la sofferenza. Con il suicidio assistito tutto sembra avvenire nel saldo rispetto della legalità mentre la dignità umana viene tradita perché si permette che si uccida la più debole tra le persone. L’uomo – insegnava il Papa – “si illude di potersi impadronire della vita e della morte perché decide di esse, mentre in realtà viene sconfitto e schiacciato da una morte irrimediabilmente chiusa ad ogni prospettiva di senso e ad ogni speranza””.

“Sono molto sorpreso dal fatto che il Presidente del Consiglio regionale, Luca Zaia – aggiunge il consigliere – si faccia promotore attivo di un’iniziativa regionale per promuovere il suicidio assistito. Lo stesso Presidente diventa paladino di un percorso politico estraneo alla cultura del popolo veneto. Quello di chi promuove la fine della vita è un relativismo che non è solo contro il bene del singolo, ma anche contro il bene comune e, pertanto, privo di autentica validità giuridica. Questo perché la vita del più debole è messa nelle mani del più forte o, addirittura, di uno Stato anonimo e impersonale. Quella in atto è una “congiura contro la vita” che troverà una forte opposizione dentro e fuori il Consiglio regionale del Veneto. Anche perché lo stesso Presidente Zaia, che ha governato per ben tre legislature, ha sempre trascurato e disinvestito nelle cure palliative. La nostra Regione ha appena il 4% di personale necessario per chi ha bisogno di quel tipo di cure”.

“Se fosse legalizzata la pratica del fine vita – conclude Lovat – lo Stato non sarebbe più la “casa comune” dove tutti possono vivere secondo principi di uguaglianza sostanziale, ma si trasformerebbe in Stato tiranno, che presume di poter disporre della vita dei più deboli e indifesi in nome di una utilità pubblica che non è altro, in realtà, che l’interesse di alcuni. Avanza così una cultura della morte che fa apparire troppo oneroso e insopportabile il numero crescente delle persone anziane e debilitate. Cultura che spesso viene accreditata anche dai mass media come segno di progresso e di libertà mentre dipinge come illiberali le posizioni incondizionatamente a favore della vita”.

 

LEGGI ANCHE GLI ALTRI ARTICOLI DI RESISTERE VENETO: