Pianura Veneta: sì alla promozione, ma serve più tutela del paesaggio

8 Settembre 2026
(Arv) Venezia, 8 Settembre 2026

“Abbiamo votato favorevolmente il Progetto di legge regionale n. 5 sulla promozione e valorizzazione del paesaggio della pianura veneta, perché riconosciamo il valore di un territorio che rappresenta una parte fondamentale dell’identità del Veneto”. Con queste parole il capogruppo di Resistere Veneto, Riccardo Szumski.

“La Pianura Veneta è il risultato di ciò che generazioni di veneti hanno costruito nel dopoguerra: un territorio nel quale convivono paesaggio, agricoltura, attività produttive, cultura e storia. È evidente che nel tempo ci siano state trasformazioni e anche delle storture, ma oggi dobbiamo avere la capacità di guardarle con equilibrio e di lavorare per correggere ciò che non funziona. Serve una legge quadro sul territorio, capace di mettere in relazione i diversi provvedimenti regionali che producono effetti concreti sui territori e sulla vita delle persone”, commenta il consigliere.

“Come Resistere Veneto abbiamo anche proposto di valorizzare il cosiddetto ‘Veneto di mezzo’, quella parte di regione meno conosciuta e meno esposta ai grandi flussi turistici, ma straordinariamente ricca dal punto di vista paesaggistico, culturale, storico e dei prodotti del territorio. Valorizzare questi luoghi – dichiara il consigliere – significa anche distribuire meglio i flussi e ridurre la pressione dell’overtourism o, per dirlo in Lingua Veneta, l’incalcament, sui territori già saturi. La tutela della Pianura Veneta non può fermarsi alle dichiarazioni di principio. Dobbiamo anche guardare a ciò che sta accadendo concretamente. Penso in particolare alla proliferazione dei procedimenti autorizzativi per fotovoltaico, biomasse e altri impianti, che rischiano di sottrarre progressivamente territorio agricolo e di incidere sul paesaggio, sulle risorgive e sulla qualità della vita delle comunità”.

“Le norme esistono ma non possiamo limitarci a una valutazione esclusivamente tecnica di ogni singolo progetto. Se continuiamo a procedere con questa velocità, – prosegue il consigliere – rischiamo di ritrovarci con una pianura profondamente trasformata. Per questo abbiamo proposto anche modifiche in senso più restrittivo alle norme sulle autorizzazioni”.

“Infine, un richiamo al principio di cautela, in quanto occorre conoscere meglio anche chi sono i soggetti che entrano nel nostro territorio, soprattutto quando ci troviamo di fronte a società straniere, strutture societarie molto articolate o soggetti con capitali estremamente ridotti rispetto alla dimensione degli investimenti. Non significa accusare nessuno, ma applicare un elementare principio di prudenza e trasparenza. È necessario verificare prima chi è presente dietro determinati investimenti piuttosto – conclude il consigliere – lamentarsi domani di eventuali infiltrazioni: la Pianura Veneta non può essere soltanto un territorio da utilizzare, deve tornare ad essere considerata un patrimonio da custodire, valorizzare al fine di consegnarla alle generazioni future”.

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